domenica 1 maggio 2011

Racconti gay: A tutti costi

Ero alle mie prime esperienze sessuali, avevo da poco perso la mia verginità anale con mio cugino, di poco più piccolo di me, ed avevo scoperto quanto mi eccitava l'odore e il sapore acre del suo membro.
Avevo scoperto il sapore dello sperma, e il salato che lasciava in gola dopo averlo ingoiato, e a tutto questo eravamo arrivati per gioco, guardando delle riviste pornografiche nel garage di casa mia.
Ora lui era partito, e se andava bene lo avvrei rivisto tra un anno.


Aver fatto sesso con lui im aveva cambiato, aveva risvegliato un lato di me che era ancora tutto da scoprire, ed ora con la sua assenza, non mi rimanevano altro che i ricordi e il mio pene tra le mani, a cercare di rivivere quelle esperienze con il pensiero.
Ogni giorno, non facevo altro che desiderare un pene da baciare, succhiare, e che mi possedesse, ma data la mia timidezza tutto era così difficile.
Avevo messo gli occhi su un ragazzo che aveva circa dieci anni più di me.
Mi era capitato più volte di vederlo con un altro ragazzo, che gli faceva una sega mentre guardavano delle riviste porno, dietro una collinetta dove spesso ci ritrovavamo per passare un pò di tempo e discutere del più o del meno.
Mi ero innamorato del suo pene, decisamente più lungo e grosso del membro di mio cugino che era appena quindicenne come me.
Ero andato più volte a spiarli, mentre si faceva masturbare da quel ragaazzo, e quello che mi aveva colpito era la sua cappella, grossa e rossa.



Non sapevo come fargli sapere che volevo essere suo, come più gli andava.
La sera era sempre tra noi, si parlava e si scherzava, ma io non riuscivo a trovare le parole, per dirgli che volevo essere la sua troia.
Tutto prese una piega diversa, quando un pomeriggio, mentre eravamo in una sala giochi, io uscii a sedermi su un gradino fuori dal locale, per fumarmi una sigaretta, e lui poco dopo venne a sedersi vicino a mè.
Parlammo un pò, e ad un certo punto, presomi di coraggio gli chiesi se gli andava di andare dietro la collinetta a gurdare delle riviste porno. Lui mi fece un sorriso languido, e poi mi disse, che gli andava bene.
Io ero entrato in una sorta di stato confusionale, avevo paura ed ero eccitato allo stesso tempo, non sapevo, nonostante stessimo andando a guardare delle riviste in un luogo appertato, se lui avrebbe fatto la prima mossa o se avrei dovuto dirgilelo esplicitamente, fatto sta, che lui scese da solodietro la collina, e io andai a prendere le riviste a casa per ragiungerlo dopo.


A casa mi venne un idea, in una rivista misi dentro un foglietto con su scritto che volevo fare sesso con lui, quindi nel caso lui non avesse preso l'inizziativa, avrei potuto tranquillamente passargli quella rivista e fargli capire quali erano le mie intenzioni.
Lo raggiunsi dietro la collina, tirai fuori le riviste e mi sedetti per terra vicino a lui.
In totale silenzio, lui sfogliava le riviste, ed ogni tanto si stringeva la patta con la mano, io in vece ero impaurito perchè non sapevo cosa sarebbe successo.
Vedevo che era eccitato, la sua patta era gonfia, ma non annunciava minimamente a tirarlo fuori.
Dopo circa mezzzora, gli passai la rivista con il biglietto, e quando lui lo trovò, si giro verso di me, mi sorrise, mi prese una mano e se la posò sulla patta.
Ero eccitatissimo, iniziai a palparglielo, poi gli tirai giù la lampo e lo feci uscire fuori.
Wow, era bellissimo, e finalmente lo stavo toccando, glielo menai un poco e poi mi chinai per prenderglielo in bocca.
Iniziai a succhiarglielo, lo facevo scivolare in bocca più che potevo, procurandomi un abbondante salivazione, che si riversava sul suo pene.
Glielo leccavo, lo prendevo in bocca, me lo passavo sul viso, non mi ero mai sentito così troia, lui mi teneva le mani sulla testa e mi guidava nei movimenti, e questo mi eccitava ancora di più, aspettavo da un momento all'altro che mi riversasse in bocca tutta la sua sborra.
Ma, ma ad un certo punto, mi fece mettere a quattro zampe sull'erba, mi abbasso i pantaloni e gli slip, e dopo avermi salivato sul buco, mi spinse verso il basso in modo che restassi con il culo per aria, e mi appoggiò il suo membro duro sul buco.


Iniziò a farlo affondare lentamente, procurandomi un dolore pauroso, sentivo che mi stavo aprendo in due, stringevo i denti per non urlare, mentre lui mi diceva che avevo un culo stupendo.
I primi minuti urono i più tremendi, ma dopo il dolore si affievolì, provavo piacere e di tanto in tanto dolore, ma mi stava possedendo.
Lo sentivo affondare dentro di me in tutta la sua lunghezza, sentio le sue palle che sbattevano sul mio culo, le sue mani che mi stringevano i fianche e che mi attiravano a sè.
Si muoveva lentamente, facendomi sentire il suo cazzo in tutta la sua grandezza, sino a che non diede un paio di colpi secchi, e mi riverso tutta la sua sborra dentro, in fondo, sentivo le sue palle sul mio culo mentre lui veniva.
Dopo lo tirò fuori, si ripulì e mi chiese se ci saremmo rivisti, al chè gli risposi, naturalmente.
Lui andò via, ed io dopoessermi ricomposto, tornai a casa, e nel frattempo sentivo la sua sborra che mi colava sulle cosce cosce e sulle gambe.
Appena a casa mi feci una sega, una doccia ed andai a letto.

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