domenica 7 agosto 2011

Racconti gay porno gratis: CARNEVALE 2000

Il giorno prima ho comprato degli stivali femminili neri, provati mi coprivano il ginocchio, poi ho visto delle mutandine rosa con pizzo nero, la gonna nera di pelle mi copriva appena il sedere, presi una camicia rosa da un altro negozio ed una parrucca nera a ricci, i capelli mi arrivavano fino dopo le spalle, poi andai in uno sexyshop e comprai delle tette finte della 4 misura, le immisi nella camicia e poi foderai il tutto; una volta finito mi guardai allo specchio, il mio aspetto era già femminile, ma mi mancava il trucco; avevo ancora 3 ore, allora mi sono recato in un negozio specializzato, lì venne un ragazzo molto carino, giovane, gay, mi chiese che trucco volessi, rispondendo gli sorrido e gli dico di truccarmi come mi vorrebbe lui; mi sorride compiaciuto;si sa che dare fiducia e avere fiducia fa molto piacere a chi la riceve, per cui, mi mette un telo rosa sopra, sono le 19,30 e rimaniamo soli, mi scuso con lui, ma un suo sorriso mi tranquillizza.
L’estetista inizia a togliermi gli ultimissimi peli, poi inizia con creme e cosa varia, mentre sono seduto vedo che la patta dei suoi pantaloni si sta riempiendo piano, piano, allora inavvertitamente ma volontariamente gli passo la mano sulla patta e questa ha un ulteriore rigonfiamento, decido allora di tirargli giù lo zip, sotto il ragazzo ha un perizoma nero di pelle, l’uccello è già fuori, allora appena smette per un momento di impastarmi, mi metto in bocca subito il suo uccello, iniziando subito a spompinarlo, lui gradiva molto, mi aveva messo le mani sui capelli, e i suoi gemiti di piacere iniziavano a risuonare nel negozio, forse lui era troppo eccitato o forse io sono bravissimo nei pompini, visto che ho vinto dei premi in questo, stà di fatto che mi venne in bocca quasi subito, lui si scusò subito dicendomi che appena entrato nel negozio gli sono piaciuto subito e subito gli era venuta la voglia di me; io allora l’ho guardato in faccia dicendogli che aveva solo un modo per discolparsi, lui mi guardò
Incuriosito”Mi dica cosa posso fare”
“Bè, per prima cosa rivolgiti a me come se fossi una femmina, ti piaccio?”
“Si, mi piaci veramente molto, e… secondo?”
“Bè dipende da te, questa sera di carnevale hai degli impegni?”
“Non precisamente, andavo alla Nuova Idea e lì vedevo”
“Bè ti andrebbe di andare in discoteca in mia compagnia?”
“Magari, sarei felice”
“Guarda che sono molto più vecchio di te”
“Mi và benissimo, ho sempre avuto amanti più vecchi di me, una volta ne ho avuto uno di 65 anni”
“Bè io ne ho molti di meno, ci vediamo alle 22, mi vieni a prendere?”
“Perché, alle 22, ora finisco il trucco, poi vieni a casa mia, mangiamo qualcosa, e poi alla ora giusta, ce ne andiamo in discoteca, ti và?”
“A me và benissimo, ma a casa tua rimaniamo casti, ti voglio aitante in discoteca”
“Ok”
Finì di truccarmi velocemente, poi mi aiutò a svestire i miei panni e mettere quelli che avevo acquistato, gli piacevo ancora di più, lo vedevo dai suoi occhi, mi tolse il telo, mise a posto il negozio, poi mano nella mano uscimmo, lui chiuse il negozio e sempre mano nella mano andammo a casa sua.


Il ragazzo che chiamerò Luca abitava in un monolocale, carino, molto intimo, fece cuocere due bistecche, aprì un barbera oltrepò pavese, ci sedemmo vicini e cenammo in silenzio mandandoci occhiate allusive, ogni tanto una sua mano mi palpava le gambe, io lasciavo fare, era una cosa innocente; la cena finì velocemente, andò a cambiarsi i vestiti e si mise un paio di pantaloni di pelle nera aderenti, delle scarpe nere, a punta con un piccolo tacco, mise una camicia rossa fiammante, molto bella, un orologio enorme, sfarzoso,,,,ci mettemmo a ridere e poi mi baciò; erano intanto arrivate le 22, Luca prese le chiavi dell’auto, uscimmo di casa, chiudendo la porta silenziosamente, poi prendemmo la sua mini cooper scassata e alle 22, 15 arrivammo in discoteca, entrando eravamo sotto l’attenzione di molte persone.
Andammo nella parte dove facevano musica moderna, sempre mano nella mano, il bar era ancora libero, così ne approfittammo per bere un martini con molto gin, poi trovammo un tavolino con due piccole poltrone e ci sedemmo.


La discoteca si riempiva sempre di più, la musica si faceva sempre più incalzante, così Luca mi prese la mano, entrammo in pista e iniziammo a ballare, vicini, vicini, prendeva ogni occasione per toccarmi, palparmi, intanto la pista si era riempita ei contatti con altre persone era inevitabile, mi sentivo toccata, palpata da tutti oltre che da Luca, alcune volte mi sentivo una mano insistere nel palpamento al mio culo, lo dicevo anche al mio Lui che rideva di gusto, dicendomi che gli piaceva vedermi palpata, ammirata da altre persone, che mi dovevo lasciare fare; allora mi lasciai andare e ad ogni palpata esponevo in fuori sempre più il mio culetto, fin quando non sentii dietro di me che una persona si era appoggiata a me e le sue mani cingevano i miei fianchi, vidi Luca fare occhiolino a questa persona, che incoraggiata, mi abbracciò da dietro e all’altezza del mio culo sentivo già un uccello irrigidirsi, eravamo sempre più stretti, la discoteca era scura, lentamente sentìì abbassarmi la gonna, poi il perizoma e..sentii un uccello spingere per penetrarmi, allora lo dissi a Luca e chiesi anche che tipo era colui che mi voleva scopare,”Mia cara lasciati fare, non ti preoccupare, quando torneremo a casa mia faremo l’amore noi due”
“Ma Luca, non avevi tanta voglia di me”
“Si, si, poi vedremo”
“Ma…chi è questa persona”
“è una bella transessuale, la conosco, una volta ha scopato anche me, è bravissima”
Ero delusa dal comportamento di Luca, io volevo essere solo sua e questo suo essere non mi piaceva affatto, per cui decisi di fargliela pagare.


Iniziai subito a rispondere col culo, strofinandomi al suo uccello, mi abbassavo e rialzavo, sentivo chiaramente che l’uccello era arrivato al massimo, allora mi girai e sottovoce dissi alla trans che andavo in toilette e di seguirmi poco dopo, subito mi staccai alzandomi mutande e gonna e mi precipitai alla toilette.
Davanti ad uno specchio cominciai a incipriarmi un po’, a toccare e mettere a posto la parrucca, a rimettermi il rossetto, ero sola e dopo 5 minuti arrivò la trans, ora potevo vederla, e lei, Sofia era peruviana, un fisico con alcuni tratti ancora da maschio, i muscoli erano abbastanza sviluppati ancora, le braccia era potenti, il viso poi era quello di una vera pantera, piuttosto volgare, ma molto sexy, indossava un vestito lungo rosso, con scarpe coi tacchi alti; appena entrata mi ha subito presa e baciata, quasi violentemente, allora gli ho detto che poteva anche non usare la forza, che poteva prendermi anche teneramente, il suo sorriso cambio, allora mi prese fra le sue braccia e iniziammo a baciarci teneramente, ma la sua forza era veramente insita in lei, io mi sentivo soggiogata, mi piaceva, mi eccitava la sua latente mascolinità, mentre mi baciava le sue mani erano scese all’altezza del mio culo, mi abbassò la gonna e il perizoma, mi abbassai in ginocchio davanti a lei, era felice di questo, gli alzai il vestito, sotto non portava nulla, la sua mazza era lì pronta da prendere, la presi in mano, la toccai lievemente con la mia lingua, leggeri tocchi, il suo uccello ebbe subito un sobbalzo, allora presi in bocca e stuzzicai le sue palle, lei già gemeva e mi dava della zoccola, della pompinara, mi piaceva essere appellata in questo modo, mi eccitava, intanto stavo leccando tutta l’asta, un bel cazzo di 23 cm. E piuttosto grosso, ora l’avevo in bocca, cominciavo a fare il pompino vero e proprio, ma lei mi versò subito il suo nettare in bocca, un sapore buonissimo, dolciastro, sembrava un’orzata, inghiottii subito per la golosità.
“Ma sei veramente bravissima a fare i pompini, non ce lo fatta a tenermi, ed io di solito sono lunga a venire, a proposito come ti chiami?”
“Bè quando sono in queste vesti sono Luisa, ma di solito sono Ivano”
“No, no il tuo nome giusto è proprio Luisa, sai mi piaci veramente, vorrei conoscerti meglio, perché non vieni a casa mia, visto che il ragazzo con cui eri ti ha data via subito”
“Anche tu sei molto sexy, sei molto eccitante e accetto subito di venire con te e va fanculo il ragazzo”
“Brava Luisa”
Sofia abitava vicinissimo alla discoteca, in 3 minuti eravamo già dentro a casa sua, un bilocale con molti cuscini, un grosso divano, mensole ovunque una cucina, un tavolo allungabile, dall’altra parte c’era un letto matrimoniale, con armadio e due comodini.

Appena entrati, ci baciamo ancora, dolcemente, le nostre lingue scambiavano i loro letti, mi prese per mano e mi portò in camera da letto.
“Luisa, tu mi piaci veramente molto, mi piace la tua dolcezza, la tua remissività, mi piace il pompino che mi hai fatto, ti voglio mia, voglio che diventi mia, la mia amante d’ora in poi, sarai la mia donna, la mia amante, la mia piccola troietta”
“Sofia, cosa aspetti, anch’io voglio essere tua, prendimi come vuoi, sarò tua ora ed in avvenire”
“Dai rifammi il pompino, che dopo ti prendo”
“Si, mio signore”
Sofia si era svestita velocemente ed ora potevo vedere completamente il corpo stupendo, diciamo palestrato che aveva, ci mettemmo a letto, lei appoggiata alla spalliera del leto seduta sui cuscini, io sdraiato rivolto verso di lei, presi subito in bocca il suo cazzo e in pochi tocchi era già duro, allora lei si mise dietro di me, mi fece un po’ avvicinare le ginocchia al mento, si mise dietro, appoggiò il suo cazzo e bastò una leggera spinta che venne dentro con tutto il cazzo,”Ma Luisa il tuo culo è bello largo, capiente, ne prendi tanti allora”
“No, Sofia, veramente è un bel po’ che nessuna o nessuno mi scopa e siccome a me non piace sentire dolore, ho comprato dei vibratori di diversa misura e così alleno il mio culetto ad essere largo ed elastico”
“Bene, ora sarai mia, ti prenderò e sarai mia”
Iniziò subito a scoparmi con un buon ritmo, lei era abbracciata a me, le sue braccia mi circondavano il petto, mi sentivo veramente sua, mi stava scopando divinamente ed io mi stavo innamorando di lei, mentre mi scopava mi baciava il viso voltando il mio viso verso di lei, il suo viso sotto sforzo era diventato dolce, non era una pantera me un grosso gattone, ed io la sua gattina; il suo cazzo venoso e grosso e lungo provocava in me fitte di piacere mai provate, il mio cazzo era duro come il marmo, ma non potevo sborsare, avrei sporcato il letto, poi veramente a me piace molto di più sentire dentro di me il godimento degli altri, mi soddisfa molto di più e sono instancabile in questo, Sofia intanto era tutto un mugolare, le sue urla stavano diventando sempre più alte, “Luisa stai diventando mia, mia, miaaaaaaaaaaaaaaa”
Sofia scaraventò in me una quantità di sborra che il mio culo non riuscì a tenere tutto, allora la mia mano prese lo sperma che usciva e me la portai alla bocca, assaggiando il suo sapore, poi presi in bocca l’uccello della mia Sofia e lo ripulii per bene.
Sofia, mi abbracciò teneramente, stemmo stretti stretti per lungo tempo, poi Sofia mi chiese se potevo dormire da lei quella notte ed io accettai contento.
Lei si mise a letto nuda, io rimasi col solo perizoma e le calze autoreggenti.
Ci addormentammo abbracciati, lei dietro di me.
Fui sua per 5 bellissimi anni, facevamo le ferie assieme, i capodanni e tutte le feste, eravamo innamorati, innamorati cotti, le sue amiche la invidiavano amichevolmente, vedevano nei suoi occhi una luca di felicità, alcune volte feci contente anche le sue amiche, facendo l’amore con loro, ma sempre con il permesso della mia Sofia.
Il nostro rapporto finì perché lei dovette tornare precipitosamente al suo paese, ed io non potei per il mio lavoro, andare con lei per sempre.







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