venerdì 28 ottobre 2011

Racconti gay porno gratis: Un Capodanno Speciale

L’inverno passava lento. La scuola era impegnativa e non lasciava molto tempo, ma finalmente stavano arrivando le vacanze di Natale.

Mancava solo una settimana alla pausa per le festività ed ero, come ormai accedeva spesso in giro con Alberto. E lui se ne uscì con una proposta davvero interessante. “Perché non vieni con me da mio cugino David a capodanno. I miei zii hanno una casa a Marina di Massa ed io ci vado tutti gli anni dopo Natale.”
“Non so….Devo prima chiedere ai miei. Però sarebbe una vera figata!”

La sera a cena provai a sondare il terreno con mio padre e mia madre. Abbastanza inaspettatamente non sollevarono alcuna obiezione. Forse dipendeva dal fatto che ormai tra le nostre famiglie si era creato un certo rapporto, vuoi perché frequentavamo la parrocchia, vuoi perché i nostri padri erano quasi colleghi.
Comunque ebbi il permesso di andare a passare il Capodanno con Alberto dal cugino.

Dopo una lunga serie di pranzi e cene festaiole finalmente il Natale passò e venne il giorno della partenza.
Ci trovammo in piazza la mattina del 28 dicembre alle 07. Tutta la famiglia di Alberto era pronta in macchina ed avevano lasciato un posto anche per me. Salii in auto accanto ad Alberto, che era in mezzo, dall’altro lato c’era il fratello più grande, che però non sarebbe venuto con noi, ma l’avremmo solo accompagnato a La Spezia da dove sarebbe andato in Corsica a raggiungere degli amici.

Il viaggio era lungo e forse per la sveglia antelucana dopo un po’ mi appisolai. Mi sveglia alla prima sosta che eravamo già a Parma.
Riprendemmo il viaggio e dopo un ora e mezza scaricammo Giovanni al porto di La Spezia. Riprendemmo il viaggio ormai mancavano pochi chilometri, purtroppo però restammo intrappolati nel traffico di chi come noi aveva deciso di passare qualche giorno al mare.


Si procedeva a passo d’uomo, eravamo stanchi e nessuno parlava, Improvvisamente sentii la mano di Alberto che si infilava sotto le mie coscie. Mi voltai a guardarlo e sbarrai gli occhi, non mi sembrava proprio il momento. Ma lui per tutta risposta si aggiustò sul sedile e distrattamente appoggiò il giubbotto di traverso sulle sue e le mie ginocchia. Sentii la sua mano che si muoveva lungo il mio fianco, poi sulla coscia fino a raggiungere l’interno e sfiorare l’inguine. Abbassai le mani e gli bloccai la sua stringendola. DI nuovo mi voltai e lo fissai con disapprovazione. Benché gli tenessi la mano riusciva ugualmente e muovere le dita che iniziarono a carezzarmi l’uccello dentro i pantaloni. Ero teso e continuavo ad osservare di sottecchi i genitori di Alberto che seduti davanti sembravano intenti in una fitta conversazione.

Nonostante ciò il trattamento stava avendo il suo effetto ed il cazzo era in tiro imprigionato dai jeans. Lascia la mano di Alberto, lui cominciò a massaggiarmi l’uccello, poi infilò le dita tra i bottoni e cominciò a slacciarli fino a riuscire ad entrare con la mano, ora mi segava da sopra le mutande, continuando imperterrito a guardare fuori dal finestrino. Per agevolare l’operazione mi sdraiai un po’ di più sul sedile fingendo di pisolare. Ora Alberto si era fatto più audace mi aveva tirato fuori l’uccello dalle mutande e lo menava con sempre più decisione. Mi mordevo le labbra per non emettere nemmeno un suono. Il pensiero dei suoi che erano a meno di mezzo metro mi eccitò ancora di più ed in poco sborrai sulla mano di Alberto e sul suo giubbotto….Sospirai….La madre di Alberto si voltò e disse “Coraggio ancora poco e ci siamo.” Pensando probabilmente che sospirassi per quell’interminabile tratto di strada. Alberto ridacchiò. Lo fulminai. Ma lui disse “No si sta solo rilassando per il piacere di avvicinarsi al mare.” “Ah bene.” Commento la madre. Rimisi tutto a posto cercando di non sporcarmi troppo. Poi sussurrai ad Alberto “Come fai con il giubbotto è tutto sporco…” Lui mi guardò sornione, poi fingendo di sistemarsi una scarpa si abbasso e fissandomi cominciò a leccare tutta la sborra che era rimasta attaccata alla fodera del giubbotto. Gli sillabai senza farmi sentire “Sei un vero porco!”

Finalmente arrivammo. La Famiglia di David era già arrivata ed aveva già preparato tutto. Scaricammo i bagagli ed entrammo nella casa che era davvero carina, due piani più la mansarda. La zia di Alberto, dopo le presentazioni ci accompagnò in mansarda dove avremmo dormito noi ragazzi. “E’ un po’ freddo.” Spiegò. “Per questo vi ho preparato il lettone della nonna così starete tutti insieme vicini e vi scalderete.” In effetti era un letto enorme ed altissimo coperto da almeno due strati di trapunte.
Io ed Alberto sistemammo le nostre cose poi scendemmo di sotto dove già si armeggiava per preparare la cena. In quel mentre arrivo David che era andato a fare un giro in paese. Ci salutò con calore. Poi ci incitò ad andare di sopra fino a che la cena non fosse stata pronta.
Appena entrati in mansarda mi diede una pacca sul culo e poi mi abbracciò scoccandomi un sonoro bacio sulla bocca. Stesso trattamento fu riservato ad Alberto. Restammo un po’ a chiacchierare di come andavano le cose, della scuola; poi delle voci ci chiamarono: era pronta la cena.

La cena era ottima, e la compagnia piacevole. Soprattutto lo zio di Alberto era un vero fenomeno, il classico toscanaccio dalla battuta pronta e ci fece ridere tutta la sera.

Dopo cena restammo un po’ a chiacchierare tutti insieme in salotto fino a che un po’ per volta tutti si avviarono per andare a dormire. Alla fine anche noi ragazzi salutammo e ci avviammo verso la mansarda ed il nostro lettone.

Avevamo il bagno in comune con le camere del secondo piano, facemmo un po’ di fila, ridendo e facendo un po’ di baccano finché non venimmo richiamati all’ordine ed in silenzio ce ne tornammo in camera nostra sempre ridacchiando sottovoce.

David appena entrato disse “Dobbiamo decidere chi dorme nel mezzo.” Alberto fece per parlare ma io lo precedetti e proposi di fare a turno. David si disse d’accordo e si propose per essere il primo. Ci spogliammo ed infilammo i pigiami. In effetti faceva piuttosto freddo e corremmo ad infilarci sotto le calde trapunte. Ma anche li sotto eravamo congelati, allora David si accostò ad Alberto e lo abbracciò da dietro facendo aderire il corpo al suo, poi mi disse di fare altrettanto con lui, così feci, abbraccia David e mi attaccai alla sua schiena. Avevamo ancora freddo, tanto che si poteva sentire battere i denti. Allora David disse che il problema erano i pigiami che limitavano la trasmissione del calore corporeo. Così si sfilò la maglia del pigiama e poi i pantaloni restando con solo gli slip. Immediatamente lo imitammo e riprendemmo la posizione precedente. Ora il mio uccello era appoggiato al culo di David separato solo dalla leggera stoffa delle mutande e questo ebbe un effetto quasi immediato e comincia ad andare in tiro. David disse “Ehi ragazzo sento qualcosa crescere qui dietro!” Alberto disse “Anche qui dietro non è proprio tutto tranquillo!” Ridemmo. Ormai era chiaro come sarebbe finita…..
Comincia a strusciare il cazzo sulle chiappe di David, che per tutta risposta mi mise una mano sul culo per attirarmi ancora di più verso di lui. “Mmmmhh. Si!” mugolò. Gli cinsi il petto con le mani e cominciai a carezzargli i capezzoli, poi la pancia, poi più giù trovai la cappella del suo cazzo che già sporgeva dall’elastico delle mutande. Lo afferrai e comincia a menarlo scatenando un’altra serie di mugolii. “Ehi voi due! E io ?!” Disse Alberto si volto verso David e si strinse contro di lui. La mia mano che masturbava David, con il dorso strusciava sul cazzo di Alberto ancora nelle mutande. Alberto tirò fuori il suo arnese ed io li afferrai entrambi e ripresi a segarli. Intanto David ravanava nelle mie mutande e me le aveva abbassate fino alle ginocchia, il mio cazzo libero si era subito infilato tra le sue coscie e stantuffava avanti e indietro. A questo punto mollai i due cazzi ed afferrate le mutande di David gliele sfilai del tutto. Poi inizia a solleticargli il buco del culo, mi succhiai un po’ le dita e tornai a stuzzicargli il buco infilando prima una e poi due dita. Anche Alberto si era liberato delle mutande e così feci anch’io. Tolsi le dita dal culo di David e infilai nuovamente il mio uccello tra le sue coscie. David continuava a mugolare dei poco comprensibili si di approvazione. Di fronte a lui anche Alberto infilò il suo cazzo tra le gambe di David così che i nostri due uccelli si strusciavano insieme tra le coscie calde di David.

Ormai ci eravamo scaldati. Anzi la temperatura saliva ogni minuto che passava. David dopo questo trattamento preliminare decise che era ora di passare alle cose serie. Si immerse sotto le coperte e poco dopo sentii la sua bocca che mi avvolgeva il cazzo ed iniziava a spompinarlo. Ora ero io a mugolare…Poi si staccò e passò a quello di Alberto. Poi ci fece posizionare uno contro l’altro con le gambe intrecciate in modo che fossimo attaccati per l’inguine, così con le palle che si toccavano David riuscì a sollevare i nostri due cazzi ed a prenderli in bocca tutti e due contemporaneamente. Io afferrai David per una gamba e lo costrinsi a portarsi sopra di me in modo che potessi godere di quel gran bel cazzo in bocca. Cominciò un 69 molto particolare io che succhiavo il cazzone di David e lui che si riempiva la bocca con le nostre due nerchie.
Passai da cazzo di David al suo buco del culo. Quell’anello rosa era li che non aspettava altro inizia a scoparlo con la lingua e poi ad infilarci le dita, era molto cedevole, credo che il cuginetto si abbandonasse spesso a questo passatempo. Poi David decise che ne aveva abbastanza. Si stacco dai nostri cazzi si girò e sdraiandosi supino sopra di me si diresse il mio cazzo sull’ano ormai ben lubrificato dal mio lavoro di lingua e si impalò quasi in un sol colpo. “Ahaaa! Sì! Un bel cazzo duro nel culo!” Esclamò. Poi iniziò a muoversi su e giù scopandomi l’uccello che non aspettava altro. Intanto Alberto aveva afferrato l’uccello di David e lo succhiava con grande vigore. David sembrava in trance. Gli occhi chiusi mugolava dei si a ripetizione. I suoi movimenti si erano fatti più decisi e più profondi, ormai stavo per sborrare. “Vengo!” dissi. “Sì dai vienimi nel culo! Riempimi di sborra! Dai! Dai!” Sborrai nel culo di David una quantità enorme di sborra. Alberto che era sempre intento a spompinare David, passo sotto a leccare quella che colava fuori dal buco del culo. Poi in un attimo afferrò David lo mise alla pecorina e lo inculò a sua volta. David era all’apice “Sì dai sfondami! Spaccami! Più forte! Spingimelo fino in gola!” Alberto lo sbatteva con forza sempre più velocemente e dopo un altro paio di colpi gli riempi l’ano anche con la sua sborra, mentre David veniva senza nemmeno toccarsi.
Restammo immobili ansimanti, bagnati di sudore e di sborra. Poi ci riaccoccolammo vicini e ci stringemmo l’un l’altro coccolandoci e baciandoci a vicenda.
La stanchezza ebbe il sopravvento e ci addormentammo.

La mattina seguente era il 30 dicembre, decidemmo di andare a fare una passeggiata sul lungomare. Era una giornata grigia e ventosa, ma senza pioggia. Così, imbacuccati nei nostri giubbotti ci avviammo verso il mare con le mani affondate nelle tasche.
Il posto era bellissimo, nonostante l’inverno il mare manteneva tutto il suo fascino. Passeggiammo lungo il molo fino ad arrivare dove le onde spinte dal vento si infrangevano sui muraglioni con grandi schizzi. Per un po’ giocammo e ridemmo.
Poi lasciammo il molo e scendemmo sulla spiaggia. Vista la stagione c’erano solo le cabine sul fondo degli stabilimenti e nessuno in giro. Alberto disse “Sono stanco. Troviamo un posto dove sederci per un po’.” David ci prese per mano e ci trascinò quasi correndo verso un porticato di canne che d’estate doveva servire a riparare le auto dal sole. Ci sedemmo per terra sulla sabbia appoggiati ai blocchi di cemento che delimitavano la zona e ci mettemmo a guardare il mare color piombo e le nuvole che correvano sopra le nostre teste.
“Devo fare pipì.” Dissi alzandomi. David subito si alzò e disse “Vengo con te.” Ci mettemmo dietro le cabine slacciai i jeans e tirai fuori l’uccello e inizia a pisciare quando David si chino vicino al mio cazzo come se fosse una fontanella e messa la mano a coppa si fece scorrere il mio piscio sulla mano e poi sulla faccia ed infine facendosi delle lunghe sorsate. Nel frattempo ci aveva raggiunto anche Alberto “Ehi se hai così tanta sete qui ce n’è ancora.” Disse tirando fuori il cazzo. Immediatamente David si portò verso di lui e ripeté l’operazione. Poi si avvicinò e mi baciò dischiusi la bocca, non immaginavo che aveva trattenuto un po’ di piscio di Alberto in bocca, appena aprii le labbra mi lascio cadere in bocca un po’ di pipi, non sapevo che fare, avrei voluto sputare, ma David mi chiudeva la bocca con la sua, alla fine fui costretto ad ingoiare. Dopo qualche secondo di shock sentii il sapore aspro dell’urina in bocca e non so per quale motivo il mio cazzo iniziò a diventare duro…..
“Sapevo che ti sarebbe piaciuto.” Disse David, poi si inginocchiò e mi prese l’uccello in bocca cominciò un lento lavoro di leccate e succhiate, passava la lingua intorno alla cappella e poi se lo infilava fino alla gola. Anche Alberto si era avvicinato con il cazzo in tiro ed io lo avevo subito afferrato iniziando a fargli una sega. Il pompino era favoloso ed ormai ero lì lì per venire, comincia ad ansimare e David capì che avrei sborrato di li a poco. Anche Alberto sotto le mie abili mani era vicino a venire. David fece avvicinare anche Alberto ed in breve gli sborrammo quasi contemporaneamente in bocca. David si leccò tutto fino all’ultima goccia. Poi si masturbò fino a venire a sua volta.
Ci ricomponemmo e tornammo verso casa.

Il pomeriggio andammo in gita con tutta la family. Ed a sera stanchi dalle passeggiate ce ne andammo a dormire abbracciati.

Il giorno seguente era San Silvestro ed ancora non mi era chiaro come avremmo festeggiato l’arrivo del nuovo anno. La mattina scesi per fare colazione e trovai le signore che già discutevano di abiti e scarpe e borse. Ascoltai un po’ preoccupato visto che era chiaro che si parlava di una serata molto elegante ed io avevo portato con me solo dei jeans.
Quando scese David gli esternai le mie preoccupazioni, rise “Ma noi mica andiamo con i vecchi!” “Ah no. E dove andiamo?” “Non ci muoviamo di qui. Ho invitato un po di amici per festeggiare insieme. Vedrai ti piaceranno.”
La giornata se ne andò densa di preparativi. Intorno alle 7 i genitori di David e quelli di Alberto partirono per il loro veglione che si svolgeva a Viareggio alla Capannina, non senza averci letteralmente bombardato di raccomandazioni ed avvertimenti.
Appena sentimmo la macchina allontanarsi cominciammo a saltare ed a ridere. Era ora di finire i preparativi. La madre di David aveva ci aveva rifornito per bene di stuzzichini, patatine e bibite, quello che non sapeva era che David aveva anche provveduto qualche bottiglia di vino, molte lattine di birra ed alcuni superalcolici, che ovviamente ci erano stati espressamente proibiti.
Alle 10 arrivarono gli amici di David.
“Questo è il nostro amico di cui vi ho parlato.” Disse David. Tutti gli sguardi si rivolsero verso di me. Guardai il gruppo erano cinque ragazzi più meno dell’età di David tutti dall'aspetto assai gradevole. Ad uno ad uno si avvicinarono per salutarmi . Il primo mi dette un casto bacio sulle labbra senza praticamente sfiorarmi, gli altri furono più espliciti accompagnando il bacio ad un abbraccio e a carezze che invariabilmente andarono a finire sul mio fondo schiena.

Ci sistemammo nella taverna ed iniziammo a mangiare e bere ed a ridere. Una delle bottiglie di vino era già vuota ed allora uno degli amici di David, credo si chiamasse Riccardo, propose di fare il gioco della bottiglia. E’ molto semplice: si fa girare la bottiglia al centro dei partecipanti disposti in cerchio, si estrae a sorte chi deve cominciare il gioco, questo farà girare la bottiglia e quando si fermerà indicherà uno dei giocatori, chi ha fatto girare la bottiglia deciderà quale penitenza far fare al prescelto.
Ci sedemmo tutti a terra in circolo e cominciammo a giocare il primo a tenere il banco fu Paolo, fece girare la bottiglia che si fermò in corrispondenza di Nico. “Bene, bene…” disse Paolo “Nico deve leccare i capezzoli a David!” Nico non si fece pregare e avvicinandosi a David gli sollevo la maglietta e cominciò a leccargli e succhiargli i capezzoli. Poi toccava a Nico far girare la bottiglia che si fermò puntando su Tommy, che era un ragazzo davvero bellissimo con due grandi occhi verdi e una testa di riccioli rossi, Nico ordinò a Tommy di baciare il cazzo a Giulio, questi estrasse l’uccello dai pantaloni e Tommy schioccò un sonoro bacio sulla punta della cappella. Poi Tommy afferrò la bottiglia e la fece girare vorticosamente, sembrava non volersi fermare più, ma quando lo fece era puntata verso di me. Ebbi un tuffo al cuore. Non sapevo cosa aspettarmi. Tommy mi guardò e con un sorrisetto sussurrò qualcosa all’orecchio di David che esclamò “Ottima idea!” e si dettero il cinque. Poi Tommy mi si avvicinò ed annunciò la mia penitenza. Avrei dovuto esibirmi in uno streap tease per tutti loro. Ero un po’ imbarazzato. Ma tutti applaudirono entusiasti ed io alzatomi feci inchini a destra e a sinistra. David portò al centro il tavolino basso del salotto perché potessi salirci sopra. Poi andò allo stereo e mise su un disco di Tina Turner. Tutti iniziarono a battere le mani a tempo, io cominciai a seguire la musica ed a ballare. Poi mi sedetti sul bordo del tavolino e mi tolsi le adidas lanciandole lontano il pubblico esplose in un Olè, poi ripresi a ballare accarezzandomi il torace e il culo ed in mezzo alle coscie partirono fischi ed applausi, la cosa stava cominciando ad eccitarmi. Sollevai una gamba e mi tolsi una calza che gettai dietro di me, poi l’altra. Altro Olè. Accompagnato dalla voce roca della Turner ripresi a ballare, poi lentamente cominciai, tra urla di incitamento a sfilarmi il maglione, molto lentamente e poi gettai anche quello dietro le spalle. Sempre muovendomi a tempo iniziai a slacciare i bottoni della camicia slaccia il primo il secondo, poi afferrati i lembi li tirai con forza strappando tutti i rimanenti bottoni. Il pubblico era in delirio! Alberto mi gridava “Forza! Facci sognare!” Tolsi la camicia e la buttai a terra, subito Tommy se ne appropriò e stringendola al viso ne assaporava l’odore. Ora un coro accompagnava l’esibizione “Dai! Dai! Dai!” Lentamente sfilai la maglietta dai jeans e comincia a sollevarla mettendo in mostrai i miei addominali. Altra bordata di fischi. Poi Riccardo salto sul tavolino mi si mise dietro e abbracciandomi afferrò la maglietta e me la strappo letteralmente di dosso. Ma un improvvisato servizio d’ordine lo rimise al suo posto. Ripresi a ballare ed intanto sfilavo la cintura che feci roteare sopra la testa prima di lanciarla lontano. Poi inizia a slacciare i bottoni dei jeans e poi ad abbassarli facendo intravedere le mutandine bianche. Poi volsi le spalle al pubblico e feci scivolare i jeans sul culo fino alle caviglie, quindi, scalciando li levai del tutto.


Ora ero con le sole mutande e la platea si era fatta attenta, voltai la testa e vidi che molti armeggiavano con i rispettivi arnesi. Ancheggia accarezzandomi le chiappe e sempre a tempo di musica passeggia lungo il bordo del tavolino, tutti allungarono le mani per toccarmi, chi il culo, chi il cazzo, che subito si animò e cominciò ad andare in tiro. Girato di nuovo di spalle abbassai le mutande mostrando il culetto sodo e subito le rimisi al loro posto. Un Ohh di disapprovazione partì dalla platea. Allora afferrai i lembi delle mutande e tirandole verso l’alto esposi le chiappette, applausi, mi voltai verso di loro ed inizia ad abbassarmi le mutande facendo fare capolino al mio uccello che ora era duro come il marmo. Anche questa volta ricoprii tutto. Fischi e coro “Nudo! Nudo! Nudo!” Mi voltai nuovamente ed abbassai le mutande fino alle caviglie piegandomi in avanti e mettendo così in bella mostra il mio fondo schiena. Sfilai le mutande e mi voltai con il cazzo bello duro dritto lungo la pancia. Applauso scrociante. Tutti si alzarono e si avvicinarono al tavolino. Ora avevo mani che mi toccavano dappertutto. Tra le chiappe, sui capezzoli, qualcuno mi aveva afferrato il cazzo e me lo menava. Poi mi trascinarono giù dal tavolino e mi sdraiarono sul tappeto, Riccardo mi si avvicinò e cominciò a baciarmi insinuando la lingua in bocca. Ricambiai con trasporto. Intanto qualcuno mi aveva sollevato le gambe e mi stava leccando il buco del culo. Sollevai la testa e vidi Tommy che si infilava il mio cazzo in bocca, avvolto dal quel calore ero in estasi. Intanto Giulio si occupava dei miei capezzoli leccandoli, succhiandoli e mordicchiandoli, e ad ogni morso ero costretto ad emettere un gemito. Con la coda dell’occhio vidi David che stava sfilando i pantaloni a Riccardo che era sempre impegnato a limonarmi. Lo stesso stavano facendo gli altri ed in pochi secondi eravamo tutti nudi.


Sentivo Riccardo gemere: Nico si era posizionato tra le sue chiappe e gli stava leccando avidamente il culo. Riccardo sollevò la testa e la mia bocca libera fu subito occupata dal cazzo di Alberto che mi affrettai ad ingoiare fino alla radice. David era impegnato leccarmi il culo e dietro di lui Giulio armeggiava con il suo buchetto mandandolo in estasi. Tommy si posizionò sopra di me e riprese a spompinarmi io avevo il suo cazzo a portata di bocca e non aspettai un attimo. Alberto si mise dietro a Tommy e cominciò a slinguazzargli il buco del culo. Vidi Nico che nel frattempo, inginocchiato tra le coscie aperte di Riccardo gli faceva scorrere il cazzo tra le chiappe, poi cominciò ad incularlo, Riccardo sembrava non aspettasse altro. Io continuavo a succhiare l’uccello di Tommy e vidi il cazzo di Alberto che sopra la mia faccia si faceva strada tra le chiappe di Tommy ed in men che non si dica lo aveva riempito tutto con il suo bel cazzo. Sentivo anche David che gemeva ed emetteva i suoi gridolini, intuii che Giulio doveva averlo impalato. Intanto Tommy ansimando continuava a succhiarmi il cazzo, che mi faceva persino male da tanto era duro. Io alternavo il pompino a Tommy con le slinguate alle palle ed al cazzo di Alberto che entrava e usciva dal quel buchetto rosso e bagnato. Improvvisamente Alberto aumentò il ritmo diede due ultimi affondi facendo gridare Tommy per il godimento, poi estrasse il cazzo e sborrò copiosamente sulla mia faccia mentre Tommy mi scaricava in bocca una interminabile serie di schizzi di caldissima sborra! Fantastico! Meraviglioso. Tommy si accasciò e poi rotolò via sdraiandosi accanto sul pavimento. Alberto si abbasso e mi baciò, poi con le dita cominciò a raccogliere la sua sborra ed ad infilarmela in bocca, ed io succhiavo avidamente le sue dita.
Riccardo e Nico avevano cambiato posizione, ora Nico era sdraiato e Riccardo si stava impalando saltando sul cazzo dell’amico come un indemoniato. Sollevai la testa e vidi che David era ancora riempito da Giulio ed ansimava e gemeva di soddisfazione. Alberto si avvicinò alla coppia Nico Riccardo e si prese in bocca il cazzo di Riccardo. Poi successe una cosa strabiliante. David si era avvicinato ed aveva preso a succhiarmi il cazzo. Mi guardava mentre il mio bastone duro gli entrava ed usciva dalle labbra. Poi si alzo. Mi scavalcò e si abbassò infilandosi il mio cazzo nel culo. Il buco era ormai bello dilatato, bagnato e caldissimo. David si sdraiò su di me e cominciò a muoversi facendosi scivolare il mio cazzo nel culo. Dietro di lui Giulio si avvicinò e cominciò a solleticargli l’ano dilatato, poi ad accarezzarmi il cazzo e le palle, poi cercò di infilare un dito nel culo di David insieme al mio cazzo, David emise un gemito ed un lamentoso “Siiiii!” Eccitato Giulio provò con due dita e David sembrava sempre più ingoiato. “Siiiii! Dai spaccatemi il culo!” Giulivi al quel punto si inginocchiò tra le mie gambe e punto il suo cazzone che era davvero enorme sul buco del culo di David, lo appoggiò sopra il mio ed iniziò a spingere. Non credevo che ce l’avrebbe mai fatta ad entrare, ma subito arrivarono Tommy ed Alberto che iniziarono a lubrificare il culo di David leccandolo e sputando. David sembrava in trance, il viso una maschera di dolore, tanto che pensavo che forse avremmo dovuto smettere. Feci per togliere il mio cazzo dal suo culo, ma lui mi afferro e disse “No! Non ti muovere! Vi voglio tutti e due!” Il lavoro di lingua e saliva stava dando i suoi frutti. Giulio diede una altra spinta e la cappella entrò. David emise un grido e vidi le lacrime scorrergli sul viso, ora erano tutti attorno a noi. David ansimava. Noi eravamo immobili aspettando che l’ano si adattasse alla nuova situazione, ma poi fu proprio David a cominciare a muoversi. Allora Giulio riprese a spingere. Vedevo David stringere i denti, aveva afferrato il tappeto e lo stringeva con tutte le sue forze. Un ultimo sforzo e sentii le palle di Giulio che sfioravano le mie: era tutto dentro! David sembrava sul punto di svenire. Ma poi iniziò nuovamente e muoversi ed allora anch’io e Giulio cominciammo ad incularlo. Era fantastico sentire il cazzo di Giulio che premeva sul mio. In effetti io ero praticamente fermo il solo movimento di Giulio mi procurava un godimento che non avevo nemmeno mai immaginato. Ora David, con gli occhi rivoltati aveva aumentato il ritmo. “Si! Dai! Si! Spingete! Sbattetemi! Sfondatemi!” Iniziai anch’io a scoparlo muovendo il bacino. David emise un grido. Si sollevò afferrando la schiena di Giulio attirandolo ancora di più verso di lui. “Dai spingete! Più forte! Spaccatemi il culo!” Mentre gridava sentii il calore della sua sborra che usciva copiosa dal suo cazzo e mi inondava la pancia. Le contrazioni provocate dal suo orgasmo furono sufficienti perché anch’io scaricassi nel suo culo tutta la sborra che avevo, immediatamente seguito da Giulio che sborrò riempiendo il culo di David ben oltre la sua capienza. Sfatti ci abbandonammo l’uno sull’altro. David era quasi svenuto e tremava ansimando. Ci vollero alcuni minuti prima che trovassimo le forze per muoverci. Giulio si alzò e poi insieme a Tommy aiutò David che non si reggeva sulle gambe, ma aveva un espressione di pura soddisfazione. Mi alzai anch’io e tutti insieme andammo in bagno a lavarci.

Tornammo in taverna a rifocillarci ed a riprendere fiato improvvisamente Alberto disse “Ehi! Ma è mezzanotte e mezza! E’ già iniziato il nuovo anno!” Tutti ci abbracciammo per gli auguri e stappammo lo spumante. Non credo che dimenticherò mai l’inizio del 1978.



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