lunedì 12 agosto 2013

Racconti e storie vere gay: Rito di iniziazione

Racconti e storie vere gay: Rito di iniziazione

Si apre il sipario. Io, Sergio, sono arrivato a 38 anni e davvero non mi posso lamentare di ciò che la vita mi ha finora riservato.
Un posto da dirigente in un importante ente pubblico nella mia città, Genova, l'agiatezza economica, la salute, la vita sentimentale ricca di avventure. Non mi sono mai sposato, ma il mio letto non è mai stato vuoto negli ultimi 20 anni. Dopo una convivenza stabile di otto anni, due anni fa ho troncato questa relazione che stava diventando troppo monotona e mi sono messo con una ragazza più giovane di 9 anni che però si ferma da me solo nei weekend; contemporaneamente un paio di volte al mese frequento una signora quarantottenne, sposata e gran affamata di sesso, incontrandola in un alberghetto della Riviera di Levante. Sembrerebbe che io sia appagato totalmente ma in realtà non è così, il tempo passa e io sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli, nuove emozioni, perchè odio le consuetudini e sempre più difficilmente trovo cose che mi entusiasmino davvero. La droga? naaa, il fumo mi fa schifo ed ho il terrore delle siringhe, mi sento male solo a vederne una in televisione. E allora negli ultimi tempi ho scoperto di avere un'inspiegabile attrazione per persone del mio stesso sesso. Sono diventato bisex? probabilmente sì, anche perchè sicuramente dopo avere sperimentato qualunque cosa con l'universo femminile, se volevo rimanere nell'argomento sesso dovevo per forza cambiare "bandiera".
Due episodi, avvenuti nelle settimane scorse, mi hanno fatto capire che ero pronto per nuove esperienze che ora andrò a raccontare: sono rimasto un pò stupito degli eventi, ma nulla più. Scrupoli morali, zero assoluto, nella vita bisogna provare tutto e imporsi meno freni possibili, basta non fare male al prossimo e non violare le leggi elementari: non uccidere, non rubare e poco altro.


Eravamo un paio di mesi fa, in una fredda sera di fine novembre. Stavo sfogliando distrattamente una rivista settimanale, di quelle tipo Panorama, con le solite notizie che ormai con l'avvento della Rete sanno anche i gatti, condite con un quintale di pubblicità: appunto, la pubblicità. 
La mia attenzione è stata catturata da quella di un giovane modello con adosso solo un paio di slip color argento stretti e ridotti che non nascondevano il rigonfio del membro. Aveva anche un drago tatuato sul torace e un gran bel fisico. Mi è venuta un ondata di adrenalina addosso, il mio corpo è stato colto da un fremito durato parecchio...avevo voglia di passare le mie dita sul tatuaggio, di baciare quei muscoli, di scendere giù molto lentamente assaporando la sua pelle, di togliergli gli slip, di affondare il mio viso in mezzo alle sue gambe.
Ma tutto questo non l'ho immaginato con me che comandavo e lui sottomesso, semmai il contrario, pensavo a lui che dava degli ordini e io che lo accontentavo. Mi sono eccitato in maniera totale, e sono "venuto" senza nemmeno toccarmi!

Secondo indizio. Io ho una sorella, Silvia, che è molto più anziana di me, ha passato di poco la cinquantina, con cui vado molto d'accordo. E'sempre stata una tipa tranquilla e si è sempre mortificata con vestiti larghi e lunghi, anche perchè è stata sposata ventidue anni con una nullità di uomo che passava giornate e serate in ufficio e qualche volta ci dormiva pure, uno di quei personaggi pignoli e metodici che mi fanno venire il vomito solo a pensarci, poi l'anno scorso h trovato finalmente il coraggio di chiedere ed ottenere la separazione, ed è cambiata del tutto. 

Ora veste molto sexy, gonne corte o con spacchi, stivali con tacco altissimo, calze velate, scollature, trucco pesante. Ha un fisico discreto, ma spesso esagera...una volta mi sono trovato a casa sua per cena da solo (lei era scesa a salutare un'amica) e non ho resistito ad aprire un paio di cassetti della sua camera da letto. Sono rimasto di sasso: perizomi, reggicalze, sottovesti cortissime e un pò più nascosto persino un frustino! So che ora frequenta un tipo molto più giovane, immagino che si starà togliendo tutte le voglie che ha represso per tanti anni. La mia fantasia è galoppata subito parecchio e il primo pensiero è stato quello di immaginare mia sorella seminuda con addosso qualcosa di molto volgare mentre fa sesso con me cavalcandomi selvaggiamente; sì lo ammetto mi faccio schifo, ma sono sempre stato un pò invidioso di quella tipa tutta perfettina, e ora scopro che è diventata una specie di zoccola, e quindi una lezione gliela darei volentieri...ma dopo pochi istanti lo scenario dei miei pensieri è del tutto cambiato e ho pensato invece che mi sarebbe piaciuto moltissimo indossare io queste cose...sentire il nylon delle calze che risale lentamente le gambe, o il fruscio del tessuto di una sottoveste che ti accarezza la pelle deve essere il massimo, ma fare un "defilè" di intimo davanti a qualcuno ancora di più!

 E quindi nei giorni seguenti ho iniziato ad acquistare segretamente qualche capo di intimo femminile. Genova è una città grande, ma bisogna stare attenti a non fare mosse false perchè alla fine qualcuno che conosci lo incontri sempre e ovvio che il rischio di rovinarsi la reputazione c'è in pieno. Sono andato in un negozietto del centro storico nei vicoli, gestito da una vecchia napoletana che deve averne viste di tutti i colori, e credo che abbia capito subito dal mio sguardo che sottoveste, perizoma, reggicalze, autoreggenti ed altro acquistati per una fantomatica fidanzata in realtà erano destinata a me. Ho comprato anche due paia di scarpe con i tacchi molto alti, e una parrucca bionda e riccioluta, e devo dire che mi ha intrigato moltissimo fare qualcosa di trasgressivo e soprattutto immaginarmi ad indossare le cose che stavo acquistando davanti ad un uomo. Sì certo, ci vuole del coraggio a fare una cosa del tutto nuova, con tutti i rischi che questa può comportare. Un conto è immaginare, un conto è farlo davvero, e io avrei voluto trovare un uomo che sapesse farmi sentire donna in tutto e per tutto, e che a letto avesse molta fantasia: preliminari, giochi erotici, farmi sentire schiava e dominata, anche se la penetrazione mi spaventava un pò e in un primo incontro non sarei arrivato a tanto...per quello avrei voluto un incontro apposta con una specie di cerimonia di iniziazione sessuale, a questo tenevo moltissimo, una specie di celebrazione profana nella quale mi liberavo dell'ultimo dei tabù rimasti.


Adesso occorreva trovare la "materia prima" ossia un uomo, possibilimente esperto, possibilmente gradevole fisicamente, possibilmente ben dotato e prestante a letto. Chiedevo troppo? forse no, ma era il modo in cui cercare che non mi sembrava poi tanto facile. Decisi di sfruttare le nuove tecnologie, anche se non sono mai stato patito di Internet, aprendo una casella e-mail ad hoc e 
inserendo un annuncio su uno dei più grandi portali italiani erotici specializzati,
nel quale cercavo un uomo con le caratteristiche di cui sopra, e per rendere la cosa più appetibile, specificando di essere alla prima esperienza e amante dell'erotismo e non della volgarità, come in effetti sono. Non ero molto convinto di questo sistema, e in effetti per i primi dieci giorni ricevetti oltre cinquanta risposte, ricche di oscenità e null'altro. Poi uno stop per le feste natalizie e a metà gennaio stavo già pensando a qualche metodo alternativo, quando una sera ricevetti una risposta diversa dalle altre. Il nik "cerimoniere" era molto originale e accattivante, e il testo diceva semplicemente: - vuoi provare? non prometto niente, ma potrei regalarti un sogno - Inutile dire che risposi subito, e passammo a scambiarci un paio di mail nelle quali riuscii a sapere che Guido, questo il suo nome, era un commercialista più giovane di me di tre anni, genovese come me, che cercava nuove emozioni dopo qualche anno di matrimonio molto piatto. Io dopo la prima mail mi sentii subito molto rilassato e iniziai senza remore a scrivergli cosa provavo, e cosa avrei voluto succedesse, senza nessuna inibizione nelle descrizioni delle situazioni sperate, lui mi rispose sempre in maniera decisa, ma pacata e senza alcuna volgarità, solo venature di erotismo. Decidemmo di vederci per un aperitivo in un bar del centro cittadino, erano passati solo sei giorni dal primo contatto via Rete. Ero nervoso, agitato, mi chiedevo se davvero facessi bene a percorrere una simile strada. Beninteso, nessuna remora morale, ma forte era la paura di incontrare gente conosciuta o magari scoprire amici comuni e rovinarmi la vita e la carriera per un capriccio. Non mi ero fatto nessuna idea dell'aspetto di lui, e al cellulare ci eravamo scambiati solo sms senza mai parlarci. Arrivammo al bar quasi simultaneamente, e l'impressione fu più che buona. Un uomo dai capelli scuri, alto 1,80 robusto, sguardo accattivante e sorridente, vestito sportivo. Anche io non credo di essere male, un pò più basso di statura, ma longilineo, e la simpatia reciproca è stata immediata. Abbiamo parlato a lungo, lui mi ha detto che aveva già avuto un'esperienza analoga con un tipo che voleva provare un'avventura simile alla mia, ma che proprio all'ultimo momento si era tirato indietro per vergogna. Non aveva problemi a fare un primo incontro nel quale non si sarebbe andati fino in fondo, ed un secondo nel quale invece ci sarebbe stata la mia totale iniziazione: per quella, mi disse, aveva qualche idea che mi avrebbe svelato al momento opportuno.


Mi propose di andare in una casa che ha nell'entroterra a venti minuti di macchina da Genova, un posto utilizzato solo d'estate, tranquillo e lontano dalla vista di occhi indiscreti. A me faceva un pò paura andare in una casa con uno sconosciuto, ma d'altronde, trattandosi di un incontro da fare il pomeriggio, non potevo certo rischiare di andare in un albergo, quindi accettai l'invito. Era venerdì 19 gennaio, l'appuntamento era fissato per il lunedì successivo, alle tre del pomeriggio, e quindi avremmo avuto alcune ore per noi.
Inutile dire che nel weekend saltai l'appuntamento con la fidanzata adducendo motivi di lavoro, e mi preparai al meglio per l'incontro. Mi depilai interamente, lasciando solo un triangolo sul pube, nessun problema a giustificarmi con le mie donne, visto che pratico nuoto e ciclismo e quindi spesso ricorro a tale pratica. Stavolta però era diverso, sentivo la mia pelle liscia e morbida ovunque e immaginavo le mani di un uomo accarezzarla, il che mi faceva impazzire dal desiderio. Acquistai altro intimo dal solito negozio, e passai la domenica ad indossare questo o quel capo, devo dire che facevo davvero un figurone quando mi guardavo allo specchio, mi scattai persino alcune fotografie con l'autoscatto.
Lunedì presi la giornata di ferie, e partii con netto anticipo sull'orario stabilito, portando con me una borsa piena di "attrezzi del mestiere", non ultima una scatola di trucchi, perchè se faccio una cosa voglio che riesca davvero bene.
Ovviamente l'emozione era a mille, mista ad una normale dose di ansia per l'ignoto, e più di una volta pensai seriamente di tornare indietro e non farmi mai più sentire. Ma alla fine arrivai al posto stabilito per l'incontro: Guido arrivò puntalissimo, lasciai la mia auto e insieme proseguimmo per un breve tragitto sino ad arrivare ad una villetta ben curata ed accogliente. Per rompere il ghiaccio bevemmo qualcosa insieme, poi io andai in bagno a cambiarmi.


E' molto eccitante guardarsi nudo allo specchio, e piano piano indossare capi provocanti sapendo che nella stanza accanto c'è un uomo che ti aspetta e tu farai di tutto per farlo impazzire di piacere. E soprattutto pensare che per tanti anni hai recitato questa commedia a ruoli invertiti, eri tu l'uomo in attesa e sentivi lei mentre si preparava per te. Ora la donna in questione sei tu ed è interessante vedere cosa si prova dall'altra parte della barricata. Per prima cosa allacciai in vita un reggicalze di pizzo nero, con calze grigio chiaro velatissime con la riga dietro. Poi gli slip neri sgambati anche essi di pizzo, con dietro solo un triangolino ad evidenziare in mio sedere. Quindi le scarpe di vernice a punta, con la fibbia alla caviglia e il tacco di 12 cm. Sopra indossai una vestaglia di raso argentata chiusa da una cintura che arrivava al ginocchio, ma che si apriva molto facilmente. Mi diedi un pò di trucco agli occhi, alle guance e un rossetto rosso fuoco, oltre ad una abbondante spruzzata di Poison di Dior, e mi guardai allo specchio: ero veramente una bomba.
Aprii la porta del bagno e camminai ancheggiando verso il salone dove lui mi aspettava. Guido nel frattempo si era messo in libertà. Era rimasto con i jeans attillati e a torso nudo, mostrando muscoli notevoli, una spada tatutata sul braccio destro, e un guerriero sulla schiena. Mi sedetti sul divano accavallando le gambe velate di nero che si scoprirono abbondantemente, lanciando uno sguardo voluttoso - penso che potremmo rilassarci un pò adesso - disse lui mettendo un pò di musica leggera in sottofondo. 


Da giorni pensavo che il modo migliore per rompere il ghiaccio era sembrare più "geisha" possibile cercando di soddisfarlo meglio che potevo. E quindi mi avvicinai a lui, iniziando a baciargli le spalle e il torace, accarezzando il tatuaggio con le dita, e muovendo le labbra e la lingua sulla sua pelle molto lentamente. Guido, forse sorpreso dalla mia iniziativa, mi lasciò fare, e io scesi lentamente fino ai suoi fianchi iniziando a slacciargli i jeans. Rimase con un paio di slip blu stretti e io per la prima volta allargai la mano sopra di essi sentendo già una notevole erezione. Lui mi portò in camera da letto, un matrimoniale molto morbido e accogliente, e io presto gli sfilai gli slip, mettendo a nudo il membro che mi sembrava davvero in ottima forma. Iniziai a passarci le dita e le mani sopra, poi a baciarlo, poi cominciai a lavorare con la lingua sulla sommità, concentrandomi sul filetto, la parte più sensibile. Non avevo avuto nessuno shock a fare questa cosa fino a pochi mesi fa nemmeno immaginata e desiderata. Anzi mi sembrava la cosa più naturale del mondo, mi piaceva, e vedevo che anche lui la gradiva. Sentivo crescere il suo pene e lo inghiottii iniziando ad andare su e giù con la bocca; mi sembrava di interpretare un film porno, andammo avanti così una buona mezz'ora lui ansimava, mugolava, mi palpeggiava con le mani, ma senza togliermi nulla. Alla fine sentii come una pulsazione in lui e ci fu la violenta esplosione nella mia bocca, che fu inondata del suo sperma; io lo pulii e asciugai accuratamente con la lingua, ci prendemmo un attimo di riposo bevendo qualcosa. - complimenti, per essere la prima volta te la sei cavata davvero bene, adesso però ho voglia di giocare io con te - disse Guido, e mi si avvicinò da dietro, infilandomi le mani dappertutto, facendo vibrare il mio corpo dal piacere. In men che non si dica mi sfilò la vestaglia, e io rimasi davanti a lui in slip e reggicalze, sentendomi davvero molto zoccola. - Finalmente prendi l'iniziativa - mormorai io, - ricordati che tu sei l'uomo e io la donna, c'è un punto molto sensibile in me, visto che sei una persona esperta lo scoprirai senz'altro - aggiunsi. In effetti sono sempre stato molto eccitato se una donna mi toccava e mi leccava i capezzoli, un punto magari non troppo maschile ma che senz'altro era il top per farmi godere. 

La sua bocca e la sua lingua andavano dappertutto, ma un mio grido acuto e femminile lo fece fermare proprio mentre iniziava a titillarmi il capezzolo destro. - ho capito dove sei sensibile, adesso ti faccio urlare ancora di più -, e io risposi già inebriato - fai tutto quello che vuoi, lasciami un indumento addosso, non mi piace rimanere completamente nudo, mi sento molto più volgare - Iniziò a giocare con i miei capezzoli, dita, lingua, morsi, e io urlai e ansimai in un modo davvero intensissimo. Intanto il suo membro era tornato molto turgido, e lui continuava a strofinarmelo ovunque. Io sentivo che se avesse proseguito così avrei ceduto subito completamente, ma non era quello che volevo. - Ricordati che dobbiamo vederci una seconda volta, non voglio fare tutto subito - ansimai. Mi tolse scarpe e slip, lasciandomi solo le calze addosso, girandomi di schiena e passandomi ripetutamente la lingua tra le cosce, facendomi urlare dal piacere. - questo è solo un assaggio, vedrai la prossima volta, se volessi ti fotterei subito, ma aspettare ancora qualche giorno ti farà andare ulteriormente in calore - e in effetti Guido aveva proprio ragione. Andammo ancora avanti due ore buone, sentivo che lui insisteva per arrivare alla penetrazione, ma io riuscii a resistere, e verso le 19 ci salutammo. - Ci rivediamo giovedì qui alla stessa ora per la cerimonia di iniziazione, ti manderò domani una mail a questo proposito, attieniti a quanto scritto - mi disse Guido con tono stranamente perentorio. La mia speranza era stata quella di trovare un uomo che assumesse la parte del dominatore, ma oggi l'incontro si era svolto su livelli praticamente paritari. Molto piacevole peraltro, che mi aveva appagato, seppur parzialmente, e fatto capire che in questo momento avevo bisogno di nuove esperienze. Ma ora dovevo fare il passo decisivo, ed ero più che mai convinto di questo. Il giorno dopo aprii la casella mail, non vedevo l'ora di leggere il messaggio che trovai puntuale e recitava: "vieni vestita con un abito lungo con le spalline, stivali con il tacco altissimo, e sotto uno string. Non dimenticare la parrucca. La vergine renderà omaggio al suo Dio e quindi verrà iniziata al piacere sessuale"

Un brivido caldo mi avvolse, mi piacevano gli ordini perentori, e soprattutto il modo in cui Guido mi parlava, trattandomi da donna. E poi quell'accenno mitologico-religioso, mi veniva quasi da ridere ma giovedì io in effetti avrei perso l'ultima verginità che mi rimaneva.
Il giorno della verità mi inventai un funerale al lavoro per potermi di nuovo assentare e andai nel solito negozietto a comprare uno string di raso nero, la vecchia sorridendo mi disse mentre pagavo "allora si vede che sei piaciuta al tuo uomo, e ora vuoi fargli perdere la testa: guarda che ho capito subito" il che mi fece allo stesso tempo vergognare ed eccitare tantissimo.
Poi andai in un negozio specializzato in scarpe particolari, acquistando un paio di stivali di strass taglia 43 con tacchi di 14 cm e zeppe molto alte, di quelli che usano le cubiste. 220 Euro, ma ne valeva la pena. Infine, il vestito lungo con le spalline nero, con lo spacco laterale fino alla coscia. Al pomeriggio presi l'auto e arrivai diretamente nella villetta di Guido: avevo un fuoco che mi bruciava dentro, oltre naturalmente ad un minimo di paura per quello che sarebbe successo.

Lui mi aspettava già in casa, e porgendomi una maschera nera del tipo Carnevale di Venezia mi disse brusco - vai a prepararti, spero tu abbia portato quello che ti ho chiesto. Da adesso ti chiamerò Silvia, come quella troia di tua sorella. Mi piacerebbe molto avervi come schiavi in coppia, ma per adesso dovrò accontentarmi di te - L'accenno a mia sorella mi provocò una forte erezione, il pensiero di vederla nel ruolo di schiava, mentre viene dominata da un altro uomo oppure mentre si accoppia con me per la gioia del nostro padrone mi faceva salire l'adrenalina a mille. Infilai lo string guardandomi allo specchio, dietro avevo solo un filo che mi evidenziava le natiche tornite, davanti un triangolo alto e stretto che non nascondeva il pelo dell'inguine. Il vestito mi stava a meraviglia aderendomi al corpo, mentre gli stivali mi slanciavano in modo incredibile rendendomi molto appetitosa. La parrucca e la maschera rendevano un'atmosfera di mistero. Io credo che quando una persona si mette in maschera si trasforma, è come se lasciasse il suo solito corpo per assumere un'altra identità ed è quello che io volevo quel pomeriggio.
Dopo essermi inondata di profumo, soprattutto sulle braccia, in mezzo alle gambe e sul sedere, uscii, e trovai Guido ad attendermi. Aveva una specie di mantello nero lungo, e indossava una maschera da divinità orientale. Sul tavolo c'erano un lettore CD portatile, un frustino e un vibratore. Inutile dire che il tutto mi fece salire ancora, se possibile, il grado di eccitazione. - volevi la cerimonia di iniziazione? eccola, d'altronde io sono il "cerimoniere". devi solo esegure tutti gli ordini alla perfezione, sei la mia schiava adesso - esclamò Guido con voce imperiosa. Non l'avevo ancora conosciuto sotto questo aspetto, ma mi piaceva.
Mi inginocchiai davanti a lui baciandogli i piedi e le caviglie - farò tutto quello che mi chiederai - dissi convinta. - allora mettiti contro la parete, a gambe larghe e sollevati il lembo del vestito fino ai fianchi, voglio esaminarti - intimò lui.

Eccitata dall'idea, eseguii il suo ordine, sollevando l'orlo molto lentamente scoprendo le gambe, le cosce e il sedere nudo solcato dalla Y dello string.
- questo è quello che ti attende e che sto per offrirti - mormorai.
Lui si avvicinò e iniziò a palparmi insistentemente scostando il filo del perizoma e saggiando con le dita l'entrata ancora incontaminata del mio sedere, facendomi urlare dal piacere. - Adesso fai scivolare a terra il vestito, e rimani con braccia e gambe larghe - disse Guido. Obbedii, facendo cadere le spalline a terra, rimanendo praticamente nuda davanti a lui, eccetto stivali e string. Senza preavviso iniziarono ad arrivare i colpi di frusta, sulla schiena e sul sedere, alcuni forti, altri molto leggeri; ogni tanto lui si avvicinava passandomi le
frange del frustino tra le natiche o sui capezzoli, strappami gemiti di piacere.
- prima di possederti devo purificarti - gridò lui continuando a fustigarmi.
Poi di colpo si fermò, mi diede il vibratore e mi disse - adesso tu danzerai per me, voglio qualcosa di molto erotico e sensuale, solo se riuscirai davvero a convincermi ti inizierò, devi metterci tutta te stessa - Io mi sentivo quasi ubriaca per le novità che continuavano a susseguirsi, bruciavo per i colpi di frusta ricevuti, ma ormai volevo arrivare fino in fondo e quindi decisi di stare al gioco.


Partì la musica, un ritmo tribale, ancestrale, orgasmico, dal quale potevi decidere se estraniarti o lasciarti travolgere completamente. Mi piaceva andare in discoteca, quindi me la cavo piuttosto bene, ma con gli stivali alti non era facilissimo così immaginai di essere una cubista, ovviamente infiammandomi ulteriormente per il paragone. Mi muovevo freneticamente, agitando gambe e braccia, toccandomi varie parti del corpo, era una specie di offerta che facevo al mio Dio che osservava. Mi passai il vibratore sui capezzoli e in mezzo alle gambe, poi simulai la penetrazione anale, quindi mi buttai a terra continuando con le pose erotiche immaginando di cavalcare un membro eretto. Stavo eccitandomi al limite, ansimavo, gemevo, ci mettevo davvero l'anima, la musica mi trasportava. Ad un tratto Guido fermò la musica, si tolse il mantello, sotto era nudo con un'enorme erezione. 

Mi mise un piede sul torace - adesso sei pronta per avere l'onore di essere posseduta dal tuo Dio - io allargai braccia e gambe in segno di totale sottomissione gemendo - non resisto più, possiedimi, scopami, fammi sentire una grandissima zoccola - e lui mi squarciò con le mani l'elastico dello string, mi sollevò le gambe e mi penetrò in modo perentorio - sei la mia puttana, la mia schiava, e io ti inizio ad una nuova vita sessuale - gridò lui senza freni. All'inizio sentii bruciore e dolore, ma poi riuscii a rilassarmi adeguandomi ai colpi di lui, muovendo ritmicamente il bacino nella sua direzione. Gemevo e urlavo di piacere come una verginella, ma la situazione mi piaceva tantissimo, andammo avanti per una buona mezz'ora, con lui che mi pompava incessantemente, io ero davvero al top a vedere di essere posseduta sul pavimento da uno sconosciuto con stivali altissimi, maschera e parrucca, e speravo che lui durasse il più a lungo possibile. Alla fine con un urlo venne e mi inondò di sperma bollente, una sensazione davvero incredibile. Rimanemmo per un bel pò ansimanti sul pavimento, incapaci di muoverci a parte il togliersi le maschere, ma senza toccarci più. Dopo una decina di minuti mi alzai e oscillando sui tacchi altissimi andai verso il bagno, accentuando al massimo il modo di sculettare, e mi accorsi che le mia voglie non si erano ancora placate. Dopo essermi lavata e data una nuova spruzzata di profumo, tornai in sala e proposi a Guido di andare in camera da letto. Lì mi dedicai con la massima cura al suo membro, che dopo qualche minuto di sollecitazioni con lingua e bocca, tornò al suo massimo splendore. A quel punto, con lui supino, mi misi a cavalcioni sopra il suo pene e inziai a dimenarmi freneticamente. Mi sentivo una regina, perchè stavolta potevo controllare direttamente la penetrazione e decidere come e fino a che punto andare a fondo. 


Mi passai le mani sui fianchi, poi alzai le braccia sopra i capelli rilassandomi completamente e continuando il
movimento ritmico ora rallentando, ora accelerando. Anche lui si dava da fare da sotto, e andammo avanti così per un tempo indefinito, finchè Guido esplose dentro di me e anche io ebbi un orgasmo violentissimo che mi fece godere come mai era accaduto prima. Adesso mi sentivo una vera donna in tutto e per tutto e credo proprio che da quel giorno nella mia vita sessuale ci sarebbe stato ampio spazio per un certo genere di nuovo divertimento.

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