martedì 16 luglio 2013

Racconti erotici Gay - La pineta

Racconti erotici Gay - La pineta


Ebbene sì, ormai siamo presi da un vortice di esperienze che ci inducono a ricercare sempre nuovi stimoli e per fortuna che nel sesso spesso è solo questione di scelte per poter provare nuove emozioni. Roberta è d'accordo con me, vogliamo provare un'avventura particolare, come si dice alla luce del sole! Infatti sappiamo che vicino a Ravenna c'è una pineta ed una spiaggia per nudisti ed incontri particolari, ed una domenica mattina dopo aver preparato un cesto per mangiare sulla spiaggia partiamo.

Dopo circa un'ora di viaggio arriviamo a destinazione, parcheggiamo la macchina e ci avviamo verso la spiaggia. Arrivati dove ci sembrava il posto più acconcio, stendiamo due teli e poi ci spogliamo completamente, iniziamo a spalmarci olio solare sulla pelle, insistendo maggiormente nei punti più intimi e vediamo molte persone, uomini soprattutto, che ci passano vicini, ci guardano con insistenza ed esibiscono con orgoglio i loro cazzi, alcuni duri altri no, ma di tutte le misure e di tutte le dimensioni. Facciamo finta di nulla per un pò, mentre osserviamo questo continuo andirivieni e sentiamo salire in noi la carica sessuale e la libido ci scioglie dentro. Sarà passata un'ora circa quando indico a Roberta la pineta alle nostre spalle e la invito ad una passeggiata.

Ci incamminiamo lentamente, mentre cento sguardi ci seguono, da quanto ho letto nella pineta vi sono anche postazioni di guardoni, che si accontentano di soddisfare la loro libidine alla vista di altri che fanno. Dopo la prima duna che ci nasconde alla spiaggia entriamo nella pineta, appena dentro comincio ad accarezzare Roberta, con lentezza, corro lungo la sua schiena fino al suo sedere, le accarezzo i seno indugiando sui suoi capezzoli, lei si agita, vede gente che ci guarda ed attende per fare la sua mossa stringendo fra le mani i loro cazzi, lentamente invito Roberta a piegarsi in avanti, ed inizio a leccarle lo sfintere, ma per fare questo mi devo piegare anch'io, esponendo alla vista di tutti il mio culo. Non ci vuole altro, sentiamo uno scalpiccio alle nostre spalle, faccio finta di nulla e non giro neppure la testa, sento solo una cappella che mi impunta e penetra agevolmente, grazie all'olio solare che ci siamo spalmati reciprocamente, poi due mani mi allontanano da Roberta che viene a sua volta afferrata per i fianchi e penetrata, ma nella figa. Sento i due parlare in lingua straniera, ci usano senza dirci nulla i loro uccelli scorrono lubrificati dentro di noi, sono normali come dimensioni ma duri e promettono di durare a lungo.


Infatti dopo almeno una ventina di minuti di continuo sfregamento nei nostri buchi, vengono con mugolii continui, gli schizzi ci riempiono ed il loro calore ci porta ad un ultimo godimento che urliamo all'unisono. I due non dicono nulla, sfilano i cazzi, li strofinano fra le nostre chiappe e vanno via.

Non facciamo in tempo a riprenderci che altri si avvicinano, impugnano gli uccelli come lance e capiamo che non ci lasceranno andare se non dopo che abbiamo soddisfatto le loro voglie. Uno sguardo corre fra noi, 3 per lei e 2 per me, ma lasceremo decidere a loro chi preferiscono. Il primo non ha esitazioni, si pone davanti a Lei e le porge il cazzo, inizia immediatamente a leccarlo, scorre la lingua lungo l'asta, indugia sulla cappella, la circonda e alla fine l'ingoia. Altri due si avvicinano da dietro, discutono un attimo, poi uno afferra i suoi fianchi e poggia la cappella sulla sua figa depilata e gonfia dal desiderio. Entra senza alcuna fatica, ed inizia a pomparla, prima piano poi con sempre maggiore energia, vedo le sue palle che sbattono contro le grandi labbra e sembra quasi che vogliano anche loro entrare in lei, capisco che ne avranno per un poco e pertanto rivolgo l'attenzione ai due che mi si sono avvicinati, uno struscia il cazzo nel mio spacco dopo avermi allargato le chiappe ed all'improvviso dice "cazzo che buco di culo! Ogni volta che gli passo vicino con la cappella si dilata come se volesse ingoiarla, sei veramente un culo rotto, una troiona mai vista, ma prima di farti assaggiare il cazzo voglio che prendi in bocca quello del mio amico " Non mi faccio ripetere l'invito, afferro il suo amico per i fianchi ed inizio a succhiarlo con gusto, appena sento entrare la sua cappella in bocca sento anche il cazzo di quello dietro me che si fà largo nel culo.


Inizio a godere, mentre vedo che anche Roberta gode come una vacca, siamo posseduti nella stessa maniera e la cosa come sempre ci piace e ci rende complici. Almeno quindici minuti di continuo possesso da parte dei quattro uomini ci porta all'apice del godimento e quando anche loro vengono, sentendo gli schizzi nel culo e nella gola. mugoliamo il nostro piacere in contrappunto alle loro urla di soddisfazione.

Ma non appena i quattro escono da noi, il quinto sdraia Roberta sugli aghi di pino sul terreno, le fà aprire le gambe e si getta su di lei penetrandola con foga, due degli altri le tengono le gambe aperte e sollevate mentre lui la scava con violenza, Lei sembra per un attimo non gradire, ma poi lo sfregamento dentro la figa inizia a provocarle sensazioni di piacere e allora inizia ad ansimare e poi la vediamo venire una, due, tre volte mentre il chiavatore urlando esce da lei all'improvviso e la schizza di sperma su tutto il corpo...

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