domenica 29 settembre 2013

Racconti gay: Piccolo Bastardo

Racconti gay: Piccolo Bastardo

Forse si aspettava che ricambiassi quelle due paroline, l'iniziativa c'era ma mi son perso nel pronunciarle.
Io:- Ehm... a domani.
Mi sorrise, capii che per me fosse troppo presto. Lo vidi avvicinarsi alla sua amica, mi guardarono entrambi sorridenti e poi andare via.
Dallo specchietto restrovisore lo vidi saltellare felice, mentre mi allontanavo in auto.
La cosa mi rendeva contento e anche un pò stupido. Sorridere al pensiero di un moccioso saltellante. Si, ero proprio rincoglionito!
Nei giorni a seguire ci sentimmo per sms, lo seguii a scuola per vederlo mentre entrava. Non mi avvicinai perchè era sempre accompagnato dai suoi genitori.
Inizia l'autunno e le poche volte che lo vedevo erano al suono della sua ultima campanella, pochi minuti, mentre saliva in auto. L'astinenza si faceva sentire e segarmi non era mai soddisfacente quanto avere lui; pensai di trovarmi qualcuno disposto a fare da tappa buchi, ma fare sesso e fare l'amore son due cose ben diverse: la prima ti soddisfa solo carnalmente, la seconda soddisfa ogni cellula del corpo e ogni fibra dell'anima. Dovetti aspettare l'occasione giusta che fortunatamente non tardò ad arrivare.
Un pomeriggio mentre leggevo alcuni tomi, prendevo appunti e 'studiavo' per conto mio, mi arrivò un sms di Fede e subito iniziammo a chattare:
Fede:- Ciao Nate! Oggi a scuola ho avuto l'interrogazione di inglese, sarai fiero di me! Ho preso 9 e la prof vuole portarmi a Londra con altri alunni, se il preside acconsentirà!
Io:- Complimenti Darling, sarà stata la ,ia lingua ad insegnarti per bene...
Fede:- Eddai, non fare lo scemo! Pff! Comunque, domani andremo a vedere un film documentario al cinema e mi scoccio tantooooo!
Io:- Al cinama? Quale? Quello vicino al Duomo?
Fede:- Si perchè?
Io:- Nah, curiosità! A che ora andrete?
Fede:- Alle nove saremo tutti li...
Io:- Ah, ok! Vedrò di non mandarti sms. ;)
Potete immaginare cosa avessi in mente! Mentre continuavo a chattarci, andai subito all'armadio in camera mia e cercai gli indumenti che mettevo qualche anno prima, nel periodo rockettaro della mia adoloscenza. L'idea di trovarmi al buio con lui in una sala, finalmente dopo 2 settimane, me lo faceva indurire un casino. La serata si concluse normalmente con la cena, programmino idiota alla tv e sms piccanti con lui.
La mattina seguente, alle 7:00 ero già in piedi; feci una doccia, mi improfumai e indossai la maglietta nero con il logo dei LP al petto, pantaloni neri strappati qua e la, bracciare in cuoio e collana con plettro al collo. Mi guardai allo specchio e ringraziai il buon senso per aver cambiato look facendomi una risata.

Alle 8:45 ero posteggiato con la macchina davanti al cinema, una folla di adolescenti impazziti facevano un chiasso infernale con le loro vocine stridule e fastidiose. Scesi e subito andai ad infilarmi tra quella massa di scimmie urlatrici; qualche ragazzina si era già avvicinata per chiedermi il numero e io gentilmente la mandai via quando, l'ennesima volta, la voce di Fede con tono autoritario disse:
Fede:- Ehy, troietta in calore. Smamma!
La ragazzina, borbottando, girò sui tacchi e io, sospirando e accenando un sorriso poichè adoravo la sua acidità, mi girai verso di lui che gonfiava le guance.
Fede:- Ma che palle! È possibile che attiri come api con il miele??


Non ebbi il tempo di rispondere che i professori gridarono agli alunni di entrare; presi per mano a lui ed entrammo.
Per arrivare alla sala si attaversa un piccolo corridoio con luce soffusa dove vi erano ai lati due rampe di scale che conducevano ai bagni. Tra la folla, trascinai Fede verso le scale cercando di non farci vedere; una volta che tutti entrarono, fecimo qualche gradino della scala e scoppiò la passione...
Lo strinsi a me, palpandogli il sedere e baciandolo lungo il collo alternando a qualche lenta leccata. Lui ansimava ad occhi chiusi, arrossendo per l'eccitazione e andando ad infilare la mano nei miei boxer trovando il mio cazzo duro e già bagnato di precum. I baci, i succhiotti che mi faceva, i palpeggiamenti e via le magliette. Mi leccò i capezzoli e io lo spingevo per andare più giù e lui, con la sua boccuccia rossa, scendeva pian piano e indugiava la sua lingua intorno al mio ombellico. Sbottonai i pantaloni e tirai fuori il cazzo e lui, con ingordia, lo mise subito in bocca e iniziò a succhiare. Mi mandava fuori di testa, sapeva succhiare veramente bene, si concentrava sulla cappella come se fosse un chupa chups e poi giù per la gola, a leccare e a strofinarselo sulla bocca. Lo tirai su, facendo entrare, alla buona, il cazzo nei boxer e lo portai nei bagni; entrammo in uno e chiudemmo a chiave. Subito il piccolo maialino si tolse i jeans e i boxer appoggiandosi al lavabo con le mani mostrandomi il suo culetto e, quando allargò le gambe, vidi il suo roseo buchino che pulsava e reclamava il mio cazzo. Ma doveva soffrire un pò; affondai la bocca tra quelle magnifiche natiche aiutandomi con la mani ed aprirle un pò affinchè la mia lingua arrivasse a toccare quel bocciolo già aperto. Roteavo la lingua, puntellavo per farla entrare, lo baciavo e lo leccavo dai testicoli fin lì; Fede ansimava forte e si segava supplicandomi:
Fede:- Nate! Aaaah... aaah! Ti prego... aaaah... fottimi... 


Volevo che impazzisse per bene; il suo buchino era già aperto abbastanza ma non smisi di leccarlo e andai con la mano a segarlo, togliendo la sua. Aveva il cazzo bollente e pulsante, pieno di venature; continuava a supplicarmi...
Fede:- Ti prego... aaah aah aaaah! Scopami! Voglio sentirti dentro! Scopami! Aaaah!
Sentivo chiaramente che il pisello di lui stesse scoppiando così mi alzai, tirai fuori il cazzo e lo affondai con un colpo solo nel suo bel culo. Urlò per qualche secondo prima che infilassi due dita nella sua bocca ordinandogli di succhiarle, venne sulla mia mano quando il mio bacino toccò con le sue natiche schizzando anche sulla parete; me lo scopai per due ore e mezzo. Gli riempivo il buchino, aspettavo che gli colasse lungo le gambe e poi, prendendolo in braccio, lo penetravo con maggiore foga, avevo anche segni di morsi e succhiotti sul petto e graffi sulla schiena. Finalmente avevo soddisfatto la mia voglia di due settimane; con le gambe un pò tremanti, Fede, cercò di pulirsi e sistemarsi. Era stemato ma appagato. Prima che lui lo rimettesse dentro, si avvicinò al gabinetto e pisciò. Il mio sguardo ricade su lui che teneva il suo cazzo e urinava lì, davanti a me. Mentre lo scrollava il mio cazzo si indurì nuovamente, nonostante le tre venute di prima. Lo bloccai prima che potesse rimettere dentro, mi abbassai e lo presi in bocca. Le mie papille gustative erano in festa e la mia bocca lo succhiava avidamente mentre Fede imbarazzatissimo cercava do spostarmi.
Fede:- Na...Nate! Non voglio! Aah... non voglio che lo fai! È disgustoso... io... non... aaah... aaaah!
Lo stavo spompinando alla grande, ma dovetti smettere. Le ore del film erano terminate e lo capimmo per il gran fracasso che quella mandria di babbuini faceva. Fede si tirò su la zip e imbarazzatissimo scappò via verso le scale, lo raggiunsi in tempo per fermarlo dal braccio e mi avvicinai per baciarlo. Un bacio semplice e dolce. Dopo che mi staccai gli sussurrai guardandolo negli occhi:
Io:- Sai, quella volta non ti risposi perchè mi hai preso alla sprovvista.
Fede:- Quella volta quale?
Io:- Quella volta dopo la discoteca, quando, poco prima di scendere dalla mia aiuto, mi hai detto quelle due parole... 
Fede:- Non preoccuparti, non dovevi per forza rispondere.
Stava per andare quando nuovamente lo tirai a me.
Io:- Voglio che tu sappia la mia risposta.
Fede:- Ah... ok...
Io:- Anch'io...
Il suo volto s'illuminò e sfoggiò uno dei suoi più belli sorrisi, era fantastico.
Scappò via seguendo i suoi compagni di classe lasciandomi sulle rampe delle scale con un sorriso da ebete e gli occhi sognanti. Sentivo il cuore farmi male per quanto batteva forte nel petto. 
Tornato a casa, i miei nonni videro in me qualcosa di strano tanto da chiedermi cosa mi fosse capitato. Io sorrisi e pranzai senza dir nulla. 
Il pomeriggio trascorse normalmente: spesa con nonna, giro in centro con due amici e cena con qualche parente.
Verso le 22:00 mi piazzai davanti al pc per andare a guardare le foto di Fede sul suo profilo e vidi una nuova foto, una fuori dal cinema mentre sorrideva. Stupidamente andai a commentarla e scrissi, sapendo che lo avrei fatto felice : "Sei bellissimo, Amore mio."
Era la prima volta che chiamavo così qualcuno, mi sentii un cretino ma non smettevo di sorridere...
Una notifica richiamò la mia attenzione, era Fede che mi scrisse in chat.
Fede:- NATE! MIO PADRE HA LETTO IL COMMENTO, AIUTAMI!
Non so che dolore si provi quando qualcuno ti pugnala al cuore, ma credo che la paura mi ha dato la stessa sensazione di essere lacerato lì.
Scappai fuori casa, presi la macchina e andai verso casa sua sfrecciando come un pazzo.
Non mi sarei mai, mai, mai perdonato se gli fosse successo qualcosa...

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