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domenica 28 agosto 2011
Racconti gay porno gratis: Pompino ad un 60enne nel cesso della stazione
Ciao. Mi chiamo Giorgio, ho 18 anni. Volevo raccontarvi una storia eccitantissima (almeno secondo me) che mi è capitata appena pochi giorni fa. Volevo preannunciarvi che io adoro ogni forma di sesso, da quelle piu normali a quelle senza dubbio piu strane, che a molti potranno anche fare schifo ma che in fondo hanno un qualcosa di veramente eccitante. La storia che vi ho gia raccontato avvenuta tra me e i piedi della mia piccola cuginetta sicuramente (anzi forse) è da considerarsi piu normale rispetto a quella che sto per raccontarvi, ma come vi dicevo, cosi come la mia passione spudorata per i piedi femminili (e non solo) mi ha portato a oltrepassare i limiti con la mia cuginetta di 12 anni, anche le mie altre passioni "perverse" mi spingono a numerose ed eccitanti situazioni.
Era il martedi della scorsa settimana, ero stato all'università e stavo aspettando l'autobus per andare a cucinare qualcosa a casa, visto che i miei genitori erano fuori per alcuni giorni. Erano le otto di sera alla stazione del bus eravamo in parecchi (come di solito a quell'ora). Tra tutte le persone che c'erano rimasi subito colpito da un signore sulla sessantina che mi fissava con insistenza....
Inizialmente pero feci finta di niente, cercando di distogliere lo sguardo. Arriva l'autobus e tutti noi cominciamo lentamente a salirci sopra. Il bus è piu pieno che mai. La folla mi spinge letteralmente verso il centro. Dopo 2 minuti il bus comincia a muoversi. Io dovrò scendere al capolinea, quindi nella mia testa penso che mi aspetterà un lungo e duro viaggio, dovendo rimanere in piedi fra la calca. Dopo la prima fermata alcune persone scendono e mi ritrovo attaccato dietro me il signore sessantenne che prima, vi dicevo, mi fissava. Al solito feci finta di niente, ma dopo poco sentìì la sua mano che mi sfiorava i fianchi... Devo ammettervi che anche se sono un ragazzo cominciavo ad eccitarmi. Soprattutto mi eccitava la situazione, la folla, il bus, e il fatto che avevo un signore attaccato dietro me... Cominciai a sentire il suo cazzo nel mio culo. Cercai di non muovermi per non fare scoprire la situazione a tutta la gente che era nel bus. Piano piano però spostai la mia mano lateralmente cosicchè potei ritovarmela sopra il suo pene durissimo. Iniziai a muoverla dolcemente e lentamente, sentivo il fiatone ancora più eccitato di me del sessantenne pervertito. Stavo scoppiando, ero eccitatissimo!!!! Io, 18enne ancora con un fisico da ragazzino, "violentato" da un signore che potrebbe essere mio nonno!!!!
Il viaggio continuò cosi per almeno un altro quarto d'ora... Poi dovetti scendere al capolinea, ovvero alla stazione. Infatti io abito proprio lì vicino. Scesi velocemente, sicuro che il signore "pedofilo" mi seguisse. Così fu, infatti.....
Stavo per aprire il portone di casa mia, quando con una voce catarrosa il signore mi disse:
"Cosa fai? Te ne vai così? Finisce tutto qui? Non vuoi nemmeno continuarmi la sega?"
Io, ancora piu eccitato risposi: "A casa mia però non possiamo salire, ci sono i miei"(mentii, ma nn avevo alcun voglia di portarmelo fin dentro casa, d'altronte era un perfetto estraneo che voleva farsi fare una sega, mica uno stinco di santo...)
"hai ragione" disse lui "andiamo nei bagni nella stazione"
Lo so che i bagni della stazione fanno veramente schifo, ma forse è stato proprio questo pensiero a farmi eccitare ancora di piu, pensando al fatto di segare e magari fare un pompino a un signore di 60 anni nel cesso della stazione con l'odore di piscio che ci circonderebbe.
"ok, ci sto" dissi io.
Ci recammo in silenzio nell'unico bagno libero della stazione. Entrammo. La situazione era forse anche peggio di quanto me l'aspettassi. Piscio a terra e merda intasata nel cesso. Ma ero ancora piu eccittato. Il signore volle abbassati i pantaloni da me, cosi cominciai a sbottonarli, li feci scendere fino alle sue caviglie e gli calai anche le mutande. Aveva un cazzo un po floscio, data l'età, ma abbastanza grande...
Cosi mi misi in ginocchio anche se per terra era pieno di piscio e me lo misi in bocca (lo so che lui voleva una sega, ma io volevo spompinarlo e, infatti, lui nn contraddì affatto).
Ero in bagno, immerso nella pisciazza a spompinare un vecchiazzo pervertito e finocchio. Dopo un paio di minuti immediatamente mi venne in faccia. Ero pieno del suo sperma puzzolente nella faccia. Lui divenne piu violento mi prese per i capelli e mi disse:
"lavati la faccia, figlio mio"
Dicendo cosi mi mise la testa con violenza dentro il cesso in cui giacevano due pezzi di merda enormi. Premette lo sciaquone. Il cesso era intasato, cosi l'acqua fece solamente girare velocemente la merda e il piscio, facendomeli entrare anche in bocca.
ODDIO. STUPENDO.
Il sessantenne se ne scappo velocemente. Io rimasi seduto vicino al cesso strofinandomi in faccia, con una mano, un bel pezzo di merda marrone e con l'altra segandomi... Venni dopo pochi minuti, ero eccitato al massimo ormai.
Dopo un paio di minuti decisi di uscire dal bagno, lavarmi alla men peggio la faccia e ritornare velocemente a casa.
Al ritorno a casa mi facevo un bel po schifo da me, ma infondo pensai che era stata solo un esperienza eccitante e che non avevo fatto niente di male alla fine, avevo solo offerto una serata stupenda ad un vecchietto, il quale aveva visto nella mia faccia da bambino un nipotino dal quale farsi spompinare nel cesso sudicio della stazione. Anzi, in cuor mio, spero che questa non sarà la mia unica esperienza di questo tipo.....
martedì 2 agosto 2011
Video porno gay interamente gratis da scaricare: Big Sticks 1
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lunedì 1 agosto 2011
Racconti gay porno gratis: tutto cominciò così
Salve, mi chiamo Luca, la storia che sto per raccontarvi iniziò una mattina che avevo ancora 17 anni. Quella mattina non avevo voglia di andare a scuola, e visto che sarebbero andati tutti a lavorare, avevo deciso di darmi malato; presi il termometro, lo scossi un po’ sul palmo della mano ed alzai la temperatura fino a 37,5 °C guadagnandomi la mattinata a casa. Non appena la casa si fu liberata, presi dal fondo del mio comodino una cassetta porno, che mi era stata lasciata il giorno precedente da un mio amico dicendomi che era una bomba. Il film narrava la storia di una ragazza in balia di tre marocchini superdotati che la scopavano in tutte le maniere. Dopo circa un ora di film, ero tutto eccitato, ma avevo deciso di non farmi una sega fino alla fine del film, solo di stuzzicarmi; vedevo quella biondina succhiare quegli splendidi cazzi che sembravano non volessero mai saziarsi, le avevano già riempito tutti i buchi anche contemporaneamente e le avevano fatto bere una bella dose di sperma per essere solo in tre. Non so perchè ma ad un certo punto avrei voluto essere io la protagonista, forse per come la vedevo godere, o forse perché ero talmente eccitato che avrei fatto di tutto pur di venire. Ad un tratto suonò il campanello… mi sentii congelare, in un attimo spensi tutto, mi infilai una vestaglia ed andai a vedere chi potesse essere.
Risposi al citofono senza pensare di guardare all’occhiello, ed infatti non appena pronunciai le parole “chi è”, da dietro la porta sentii dire: “sono un venditore ambulante!”. Guardai all’occhiello e vidi un nero con una borsa sportiva a tracollo e mi ritornò in mente il film che stavo guardando, facendomi ritornare l’eccitazione che si era calmata con il suono del campanello. Aprii la porta, e vidi un ragazzo di circa 25 anni dal fisico atletico che mi chiese se volevo comprare qualcosa mostrandomi la mercanzia nella borsa. La visione del film e di quei cazzoni neri, mi aveva eccitato a tal punto che pur non avendo mai pensato al sesso con un altro uomo, sentivo il desiderio di vedere e toccare il membro del ragazzo di fronte a me. Preso da questi pensieri, dissi al ragazzo che non avevo soldi e che ero solo in casa. Il venditore iniziò a guardarmi in maniera strana specialmente all’altezza del pene, dove si notava la mia eccitazione, e mi disse che magari ci saremmo potuti trovare d’accordo per il pagamento chiedendomi se poteva entrare per farmi vedere la merce. Lo feci entrare ed iniziò a mostrarmi una serie di film porno con in copertina ragazze e cazzi in tutte le posizioni, quella che mi aveva incuriosito di più aveva in copertina il volto di una ragazza con la bocca aperta, intenta a prendere uno schizzo di sborra da un cazzo di almeno 25 cm.
Vorrei questa, quanto costa? costa 10, ma puoi provarla prima per vedere se funziona.” Andammo in camera ed infilai la cassetta nel video al posto dell’altra e schiacciai play. La cassetta iniziava con un sunto delle migliori scene del film e si vedevano un sacco di cazzoni e di sborra. Senza accorgermene l’accappatoio mi si allentò mettendo in mostra la mia erezione al venditore che mi disse: “vedo che il film ti piace! Se vuoi posso lasciartelo, ma visto che non hai i soldi puoi farmi un pompino.” Non credevo alle mie orecchie, mi stava chiedendo di aprirgli i pantaloni e prenderglielo in bocca! Il pensiero di trovarmi di fronte ad un cazzone nero mi eccitava da impazzire. “Allora che cosa stai aspettando? Lo so che non vedi l’ora, e se fai il bravo e me lo ciucci bene, ti lavoro a dovere anche il culo. Avanti troietta, inginocchiati e succhiamelo mentre ci gustiamo il film.” A quelle parole come un automa, quasi senza riflettere mi gettai ai suoi piedi, gli aprii la patta dei pantaloni e feci uscire un cazzo di notevoli dimensioni. Era moscio ma superava già i 13 cm! Rimasi a bocca aperta e il marocchino ne approfittò per infilarmi il cazzo in bocca. “Forza troia cosa stai aspettando? Fammelo diventare duro che ti scopo a dovere, vedrai come ti piacerà! Su leccami le palle. Bravo così e ora la cappella, ciucciala come fosse un lecca lecca. Brava troia, vedo che impari veloce, guarda come cresce il bambino!” Eseguivo le sue parole alla lettera, orami in trance da tutte le scene di sesso che avevo visto; volevo solo godere e vedere schizzare quel grosso cazzo che si stava ingrossando a dismisura nella mia bocca soffocandomi quasi.
Mi sentivo fuori di testa da come ero eccitato: stavo facendo un pompino ad un marocchino nel salotto di casa mia. Leccavo l’asta nera dalle palle alla punta della cappella fino a mettermela in bocca e ciucciavo come avevo visto fare nei film. “Brava troietta, ti piace succhiare il cazzo he!? Adesso però lo do un po’ io il ritmo” e così dicendo afferrò la mia testa fra le mani ed iniziò a muovere il cazzo nella mia bocca, come se stesse scopandomi. “Allarga un po’ di più la bocca, devi avvolgere il mio cazzo con le labbra non con i denti!” Stavo facendo del mio meglio ma il cazzo del marocchino era diventato davvero enorme, riuscivo a malapena a tenerlo in bocca; non so quanto fosse grande, ma non meno di 25 cm. Dopo 5 minuti di scopata in bocca, il marocchino mi spinse il cazzo più in fondo che poteva, sentii benissimo la cappella passarmi le tonsille, gli occhi mi uscirono di fuori e stavo per soffocare. Rimase lì qualche secondo piantato in fondo alla mia gola dicendo soddisfatto “Brava troia, hai più della metà del mio cazzo in bocca, neanche una donna ci riesce la prima volta che lo prende. Sono convinto che nel culo riesco ad infilarlo anche tutto!”. Così dicendo mi sfilò il cazzo dalla bocca pretendendo però che continuassi a leccarglielo e disse “adesso ti togli la vestaglia e andiamo in cucina a prendere del burro e a scegliere delle carote, per allargare il tuo sederino vergine prima di prendere il mio cetriolo HaHaHa!!”
Stavo tremando tutto, sia dall’eccitazione che dalla paura, mi tolsi la vestaglia rimanendo nudo ma dissi: “non è possibile, non riuscirò mai a prendere quel coso nel culo! E’ troppo grande mi farai male! Non voglio basta!” – “Sta zitta troia! Vuoi che dica a tutti quanto sei checca e troia! Che ti piace succhiare il cazzo, specialmente dei marocchini. Se vuoi resto qui a cazzo fuori fino a che non torna tua madre così vede quanto sei frocio, anzi, inginocchiati di nuovo e continua a succhiarmelo che magari ti trova al lavoro.” Così dicendo mi spinse giù con forza facendomi quasi cadere, e mi rinfilò il cazzo in bocca tenendomi con una mano per la testa. Poi con l’altra iniziò a cercare qualcosa nella tasca di dietro dei suoi pantaloni e ne estrasse un telefono, pigiò qualche tasto poi rivolse il telefono verso il mio volto e disse: “Ecco, adesso posso veramente dirlo a tutti quanto sei checca e troia!” poi mi levò il cazzo di bocca e lo appoggiò al mio viso per verticale, scattò un’altra foto: “così si vede bene che cazzi grossi ti piace prendere!” e me lo rimise in bocca scattando altre foto. Non ci potevo credere, adesso non potevo fare altro che quello che voleva per non rovinare il mio nome. Che fine avrei fatto se tutti fossero venuti a sapere da lui ciò che per me era stato un momento di follia? Mi sentivo in trappola, ma al tempo stesso stranamente eccitato, infatti avevo ancora la mia erezione, anzi, dalla punta della cappella stava uscendo una goccia, segno evidente della mia eccitazione. “Adesso niente più storie, in cucina!”, e sfilatomi il cazzo di bocca mi invitò ad accompagnarlo. Non potevo più ribellarmi, ero in mano sua e mentre mi dirigevo verso il frigorifero gli dissi “dopo cancellerai le foto però vero?” e il marocchino mi rispose: “se sarai bravo! Adesso prendi burro e carote, avanti!” aprii il frigorifero, presi il burro ed il sacchetto di carote e li appoggiai sul tavolo. “Brava Troia, vediamo quale carota fa al caso nostro” e così dicendo prese tre carote entrambe lunghe circa 18 cm una stretta, una che andava ad allargare e l’altra col diametro più grosso. Mi fece pulire le carote, poi mi disse di voltarmi e di mettermi alla pecorina. Mi porse le carote e mi disse: “adesso le devi succhiare, iniziando da quella fine che poi mi passerai e sostituirai con la media mentre uso l’altra, hai capito?”, “si ho capito” risposi a capo basso, “brava troia, e che cosa hai capito? Dimmi cosa devi fare”, “devo succhiare una ad una le carote mentre mi prepari il culo”. “E brava la mia checca troiona, e allora inizia a ciucciare che ti piace”. E così iniziai a succhiare la prima carota mentre il marocchino da dietro mi ungeva il buco del culo con il burro. Ne aveva prima spalmato un po’ sul buco vergine, e poi con il dito, piano piano, penetrava ungendomelo sempre più dentro.
“Adesso dammi la prima carota che inizio ad allargarti il buco del culo brutta troia” Così gli diedi la prima carota e mi accinsi a succhiare la seconda, stando attento ad insalivarle bene, come mi era stato detto.” Il marocchino prese la carota, me l’appoggiò sopra le natiche e mi scattò altre foto in quella posizione; poi prese la carota, la puntò sul mio buco del culo ed iniziò a spingere. Con lenti movimenti di su e giù spinse tutta la carota nel culo. Facilitato dal burro e dalla saliva non sentii neanche dolore. Mi lasciò la carota nel culo quasi per l’intero e continuò a scattare foto.
Quindi volle cambiare carota per scattare nuove foto prima di infilarmela, con me che succhiavo la carotona e l’altra carota ad espansione con la punta infilata nell’ano. Quindi si dedicò a giocare con la carota nel mio culo, la infilava di colpo fino a metà, poi la faceva uscire per infilarla di nuovo qualche cm in più, fino a che non riuscì ad infilare anche questa carota quasi per intero e scattò un'altra foto. “Sei brava a fare la porno attrice, checca. Adesso passami l’ultima carota che poi arriva il bello!”. Sempre più in preda al panico, misto all’eccitazione, gli porsi la terza carota. Il marocchino la imburrò bene e senza fare foto estrasse la carota dilatatore ed infilò l’ultima di un sol colpo prendendomi così di sorpresa. Quella pratica mi stava eccitando da matti, ed iniziai a gemere di piacere. “Allora è vero che ti piace è troiona, dimmelo che ti piace” ed iniziò a muovere la carota su e giù facendomi mugolare sempre di più. “Si continua, mi piace. Sono la tua checca troia” e mentre mi pistonava il culo mi fece altre foto, primi piani alla carota ficcata nel culo e al mio volto sfigurato dal piacere. Quindi iniziò ad alternare alla carota un dito, poi due, tre; me le rigirava nel culo continuando ad imburrarmi le pareti del retto con l’altra mano poi tolse le dita, si mise dietro di me e poggiò la cappella, che era almeno il doppio di diametro della terza carota, al buchetto del mio culo, scattò un'altra foto e disse: “adesso devi dirmi che lo vuoi, avanti, fammi sentire che lo desideri” ed iniziò a darmi dei colpetti sulla rosellina che, con tutti i giochi precedenti, ad ogni colpetto si allargava sempre più, quasi a volerlo accogliere. Continuava così senza infilarlo sputandosi di tanto in tanto sulla mano e sul cazzo per lubrificarlo ancora. Mi stava facendo impazzire di piacere, fino a che non resistetti più e dissi: “mettimelo dentro! Voglio sentirlo nel culo! Sono la tua troia sfondami!!!” non credevo a quello che avevo appena detto, ero in preda al delirio più completo. Ero nudo, a pecorina sul pavimento della mia cucina, piegato con dietro un marocchino con in mano un cazzo di più di 25 cm pronto a sfondarmi il culo, e io lo stavo incitando a farlo. Anzi per mostrargli ancora di più il mio consenso, avevo iniziato a seguire il suo ritmo spingendogli conto il mio culo quando lui mi dava i colpetti. “E brava troia! Finalmente me lo hai chiesto! Adesso ti accontento subito!” ed iniziò ad affondare la cappella nel mio culetto; appena la cappella fu sparita nel culo, il marocchino ritirò fuori il cazzo e poi lo riaffondò di nuovo più in fondo facendomi gridare di piacere, quindi lo riestrasse e di nuovo dentro più in fondo. Proseguì così per un tempo che a me sembrò interminabile. Avevo il buco del culo che rimaneva oscenamente dilatato tutte le volte che levava il cazzo e, tutte le volte che me lo rimetteva dentro, guadagnava qualche cm, ma non era facile riuscire ad infilarlo tutto dentro al mio buchetto vergine. Ad un certo punto mi si afferrò alle spalle e cominciò a pistonarmi lentamente senza più uscire. Ad ogni affondo lo sentivo sempre più in me. Mi sembrava quasi che volesse arrivarmi in gola, ero pieno, sempre più pieno; sentivo il suo ventre sempre più vicino al mio culo fino a che, dopo un ultima spinta si fermò completamente infilato in me.”E brava troia! Te lo avevo detto che con il culo avresti fatto di meglio!” e così dicendo scattò altre foto al cazzo completamente dentro il mio culo. Ricominciò quindi a pistonarmi piano piano, poi sempre più forte, quindi rallentava ancora, toglieva il suo cazzo dal mio culo e poi lo rinfilava fino alle palle. Mi trapanò il culo per un buon quarto d’ora, poi senza ancora venire, mi sfilò il cazzo dal culo (provocandomi una strana sensazione di vuoto), “adesso voltati rimanendo in ginocchio e apri la boccha; voglio farti bere il mio sperma checca” quindi sempre con il telefono in mano pronto a tutto, mi poggiò la cappella sulla lingua ed iniziò a menarselo “continua tu Checca, e fai attenzione a mirare in bocca tutti gli schizzi.
Devi berla tutta la mia sborra. Proprio come piace a te, un bel cazzone nero che ti stà per sborrare in bocca ah aha h” e mentre diceva queste parole sentii il cazzo pulsare, ed una sequenza di schizzi iniziò ad invadere la mia bocca. Continuavo a menarglielo e lui a schizzare sborra! Non finiva più, mi aveva riempito la bocca e non contento ci infilò anche il suo cazzo sparandomi altri tre schizzi diretti in gola. Ingoiai tutto come mi era stato detto e poi gli ripulii bene il cazzo con la lingua. Iniziò allora a ricomporsi mentre io ero ancora a terra sonquassato dal piacere. “Adesso puoi rendermi le foto?” gli chiesi. “Non ora, dammi il tuo numero di cellulare ed il tuo indirizzo e-mail. Mi farò risentire io Troia. A proposito: adesso puoi farti una sega con il film!” Lasciò il film e se ne andò. Ero distrutto, ma con una voglia matta di sborrare, mi sdraiai sul pavimento di sala mentre ancora girava il film e mi sparai una sega sborrandomi copiosamente sulla pancia. Mi feci una doccia e mi misi a dormire esausto. Quando rientrò mia madre le dissi che adesso stavo meglio, che avevo fatto una bella sudata e una doccia…..
Risposi al citofono senza pensare di guardare all’occhiello, ed infatti non appena pronunciai le parole “chi è”, da dietro la porta sentii dire: “sono un venditore ambulante!”. Guardai all’occhiello e vidi un nero con una borsa sportiva a tracollo e mi ritornò in mente il film che stavo guardando, facendomi ritornare l’eccitazione che si era calmata con il suono del campanello. Aprii la porta, e vidi un ragazzo di circa 25 anni dal fisico atletico che mi chiese se volevo comprare qualcosa mostrandomi la mercanzia nella borsa. La visione del film e di quei cazzoni neri, mi aveva eccitato a tal punto che pur non avendo mai pensato al sesso con un altro uomo, sentivo il desiderio di vedere e toccare il membro del ragazzo di fronte a me. Preso da questi pensieri, dissi al ragazzo che non avevo soldi e che ero solo in casa. Il venditore iniziò a guardarmi in maniera strana specialmente all’altezza del pene, dove si notava la mia eccitazione, e mi disse che magari ci saremmo potuti trovare d’accordo per il pagamento chiedendomi se poteva entrare per farmi vedere la merce. Lo feci entrare ed iniziò a mostrarmi una serie di film porno con in copertina ragazze e cazzi in tutte le posizioni, quella che mi aveva incuriosito di più aveva in copertina il volto di una ragazza con la bocca aperta, intenta a prendere uno schizzo di sborra da un cazzo di almeno 25 cm.
Vorrei questa, quanto costa? costa 10, ma puoi provarla prima per vedere se funziona.” Andammo in camera ed infilai la cassetta nel video al posto dell’altra e schiacciai play. La cassetta iniziava con un sunto delle migliori scene del film e si vedevano un sacco di cazzoni e di sborra. Senza accorgermene l’accappatoio mi si allentò mettendo in mostra la mia erezione al venditore che mi disse: “vedo che il film ti piace! Se vuoi posso lasciartelo, ma visto che non hai i soldi puoi farmi un pompino.” Non credevo alle mie orecchie, mi stava chiedendo di aprirgli i pantaloni e prenderglielo in bocca! Il pensiero di trovarmi di fronte ad un cazzone nero mi eccitava da impazzire. “Allora che cosa stai aspettando? Lo so che non vedi l’ora, e se fai il bravo e me lo ciucci bene, ti lavoro a dovere anche il culo. Avanti troietta, inginocchiati e succhiamelo mentre ci gustiamo il film.” A quelle parole come un automa, quasi senza riflettere mi gettai ai suoi piedi, gli aprii la patta dei pantaloni e feci uscire un cazzo di notevoli dimensioni. Era moscio ma superava già i 13 cm! Rimasi a bocca aperta e il marocchino ne approfittò per infilarmi il cazzo in bocca. “Forza troia cosa stai aspettando? Fammelo diventare duro che ti scopo a dovere, vedrai come ti piacerà! Su leccami le palle. Bravo così e ora la cappella, ciucciala come fosse un lecca lecca. Brava troia, vedo che impari veloce, guarda come cresce il bambino!” Eseguivo le sue parole alla lettera, orami in trance da tutte le scene di sesso che avevo visto; volevo solo godere e vedere schizzare quel grosso cazzo che si stava ingrossando a dismisura nella mia bocca soffocandomi quasi.
Mi sentivo fuori di testa da come ero eccitato: stavo facendo un pompino ad un marocchino nel salotto di casa mia. Leccavo l’asta nera dalle palle alla punta della cappella fino a mettermela in bocca e ciucciavo come avevo visto fare nei film. “Brava troietta, ti piace succhiare il cazzo he!? Adesso però lo do un po’ io il ritmo” e così dicendo afferrò la mia testa fra le mani ed iniziò a muovere il cazzo nella mia bocca, come se stesse scopandomi. “Allarga un po’ di più la bocca, devi avvolgere il mio cazzo con le labbra non con i denti!” Stavo facendo del mio meglio ma il cazzo del marocchino era diventato davvero enorme, riuscivo a malapena a tenerlo in bocca; non so quanto fosse grande, ma non meno di 25 cm. Dopo 5 minuti di scopata in bocca, il marocchino mi spinse il cazzo più in fondo che poteva, sentii benissimo la cappella passarmi le tonsille, gli occhi mi uscirono di fuori e stavo per soffocare. Rimase lì qualche secondo piantato in fondo alla mia gola dicendo soddisfatto “Brava troia, hai più della metà del mio cazzo in bocca, neanche una donna ci riesce la prima volta che lo prende. Sono convinto che nel culo riesco ad infilarlo anche tutto!”. Così dicendo mi sfilò il cazzo dalla bocca pretendendo però che continuassi a leccarglielo e disse “adesso ti togli la vestaglia e andiamo in cucina a prendere del burro e a scegliere delle carote, per allargare il tuo sederino vergine prima di prendere il mio cetriolo HaHaHa!!”
Stavo tremando tutto, sia dall’eccitazione che dalla paura, mi tolsi la vestaglia rimanendo nudo ma dissi: “non è possibile, non riuscirò mai a prendere quel coso nel culo! E’ troppo grande mi farai male! Non voglio basta!” – “Sta zitta troia! Vuoi che dica a tutti quanto sei checca e troia! Che ti piace succhiare il cazzo, specialmente dei marocchini. Se vuoi resto qui a cazzo fuori fino a che non torna tua madre così vede quanto sei frocio, anzi, inginocchiati di nuovo e continua a succhiarmelo che magari ti trova al lavoro.” Così dicendo mi spinse giù con forza facendomi quasi cadere, e mi rinfilò il cazzo in bocca tenendomi con una mano per la testa. Poi con l’altra iniziò a cercare qualcosa nella tasca di dietro dei suoi pantaloni e ne estrasse un telefono, pigiò qualche tasto poi rivolse il telefono verso il mio volto e disse: “Ecco, adesso posso veramente dirlo a tutti quanto sei checca e troia!” poi mi levò il cazzo di bocca e lo appoggiò al mio viso per verticale, scattò un’altra foto: “così si vede bene che cazzi grossi ti piace prendere!” e me lo rimise in bocca scattando altre foto. Non ci potevo credere, adesso non potevo fare altro che quello che voleva per non rovinare il mio nome. Che fine avrei fatto se tutti fossero venuti a sapere da lui ciò che per me era stato un momento di follia? Mi sentivo in trappola, ma al tempo stesso stranamente eccitato, infatti avevo ancora la mia erezione, anzi, dalla punta della cappella stava uscendo una goccia, segno evidente della mia eccitazione. “Adesso niente più storie, in cucina!”, e sfilatomi il cazzo di bocca mi invitò ad accompagnarlo. Non potevo più ribellarmi, ero in mano sua e mentre mi dirigevo verso il frigorifero gli dissi “dopo cancellerai le foto però vero?” e il marocchino mi rispose: “se sarai bravo! Adesso prendi burro e carote, avanti!” aprii il frigorifero, presi il burro ed il sacchetto di carote e li appoggiai sul tavolo. “Brava Troia, vediamo quale carota fa al caso nostro” e così dicendo prese tre carote entrambe lunghe circa 18 cm una stretta, una che andava ad allargare e l’altra col diametro più grosso. Mi fece pulire le carote, poi mi disse di voltarmi e di mettermi alla pecorina. Mi porse le carote e mi disse: “adesso le devi succhiare, iniziando da quella fine che poi mi passerai e sostituirai con la media mentre uso l’altra, hai capito?”, “si ho capito” risposi a capo basso, “brava troia, e che cosa hai capito? Dimmi cosa devi fare”, “devo succhiare una ad una le carote mentre mi prepari il culo”. “E brava la mia checca troiona, e allora inizia a ciucciare che ti piace”. E così iniziai a succhiare la prima carota mentre il marocchino da dietro mi ungeva il buco del culo con il burro. Ne aveva prima spalmato un po’ sul buco vergine, e poi con il dito, piano piano, penetrava ungendomelo sempre più dentro.
“Adesso dammi la prima carota che inizio ad allargarti il buco del culo brutta troia” Così gli diedi la prima carota e mi accinsi a succhiare la seconda, stando attento ad insalivarle bene, come mi era stato detto.” Il marocchino prese la carota, me l’appoggiò sopra le natiche e mi scattò altre foto in quella posizione; poi prese la carota, la puntò sul mio buco del culo ed iniziò a spingere. Con lenti movimenti di su e giù spinse tutta la carota nel culo. Facilitato dal burro e dalla saliva non sentii neanche dolore. Mi lasciò la carota nel culo quasi per l’intero e continuò a scattare foto.
Quindi volle cambiare carota per scattare nuove foto prima di infilarmela, con me che succhiavo la carotona e l’altra carota ad espansione con la punta infilata nell’ano. Quindi si dedicò a giocare con la carota nel mio culo, la infilava di colpo fino a metà, poi la faceva uscire per infilarla di nuovo qualche cm in più, fino a che non riuscì ad infilare anche questa carota quasi per intero e scattò un'altra foto. “Sei brava a fare la porno attrice, checca. Adesso passami l’ultima carota che poi arriva il bello!”. Sempre più in preda al panico, misto all’eccitazione, gli porsi la terza carota. Il marocchino la imburrò bene e senza fare foto estrasse la carota dilatatore ed infilò l’ultima di un sol colpo prendendomi così di sorpresa. Quella pratica mi stava eccitando da matti, ed iniziai a gemere di piacere. “Allora è vero che ti piace è troiona, dimmelo che ti piace” ed iniziò a muovere la carota su e giù facendomi mugolare sempre di più. “Si continua, mi piace. Sono la tua checca troia” e mentre mi pistonava il culo mi fece altre foto, primi piani alla carota ficcata nel culo e al mio volto sfigurato dal piacere. Quindi iniziò ad alternare alla carota un dito, poi due, tre; me le rigirava nel culo continuando ad imburrarmi le pareti del retto con l’altra mano poi tolse le dita, si mise dietro di me e poggiò la cappella, che era almeno il doppio di diametro della terza carota, al buchetto del mio culo, scattò un'altra foto e disse: “adesso devi dirmi che lo vuoi, avanti, fammi sentire che lo desideri” ed iniziò a darmi dei colpetti sulla rosellina che, con tutti i giochi precedenti, ad ogni colpetto si allargava sempre più, quasi a volerlo accogliere. Continuava così senza infilarlo sputandosi di tanto in tanto sulla mano e sul cazzo per lubrificarlo ancora. Mi stava facendo impazzire di piacere, fino a che non resistetti più e dissi: “mettimelo dentro! Voglio sentirlo nel culo! Sono la tua troia sfondami!!!” non credevo a quello che avevo appena detto, ero in preda al delirio più completo. Ero nudo, a pecorina sul pavimento della mia cucina, piegato con dietro un marocchino con in mano un cazzo di più di 25 cm pronto a sfondarmi il culo, e io lo stavo incitando a farlo. Anzi per mostrargli ancora di più il mio consenso, avevo iniziato a seguire il suo ritmo spingendogli conto il mio culo quando lui mi dava i colpetti. “E brava troia! Finalmente me lo hai chiesto! Adesso ti accontento subito!” ed iniziò ad affondare la cappella nel mio culetto; appena la cappella fu sparita nel culo, il marocchino ritirò fuori il cazzo e poi lo riaffondò di nuovo più in fondo facendomi gridare di piacere, quindi lo riestrasse e di nuovo dentro più in fondo. Proseguì così per un tempo che a me sembrò interminabile. Avevo il buco del culo che rimaneva oscenamente dilatato tutte le volte che levava il cazzo e, tutte le volte che me lo rimetteva dentro, guadagnava qualche cm, ma non era facile riuscire ad infilarlo tutto dentro al mio buchetto vergine. Ad un certo punto mi si afferrò alle spalle e cominciò a pistonarmi lentamente senza più uscire. Ad ogni affondo lo sentivo sempre più in me. Mi sembrava quasi che volesse arrivarmi in gola, ero pieno, sempre più pieno; sentivo il suo ventre sempre più vicino al mio culo fino a che, dopo un ultima spinta si fermò completamente infilato in me.”E brava troia! Te lo avevo detto che con il culo avresti fatto di meglio!” e così dicendo scattò altre foto al cazzo completamente dentro il mio culo. Ricominciò quindi a pistonarmi piano piano, poi sempre più forte, quindi rallentava ancora, toglieva il suo cazzo dal mio culo e poi lo rinfilava fino alle palle. Mi trapanò il culo per un buon quarto d’ora, poi senza ancora venire, mi sfilò il cazzo dal culo (provocandomi una strana sensazione di vuoto), “adesso voltati rimanendo in ginocchio e apri la boccha; voglio farti bere il mio sperma checca” quindi sempre con il telefono in mano pronto a tutto, mi poggiò la cappella sulla lingua ed iniziò a menarselo “continua tu Checca, e fai attenzione a mirare in bocca tutti gli schizzi.
Devi berla tutta la mia sborra. Proprio come piace a te, un bel cazzone nero che ti stà per sborrare in bocca ah aha h” e mentre diceva queste parole sentii il cazzo pulsare, ed una sequenza di schizzi iniziò ad invadere la mia bocca. Continuavo a menarglielo e lui a schizzare sborra! Non finiva più, mi aveva riempito la bocca e non contento ci infilò anche il suo cazzo sparandomi altri tre schizzi diretti in gola. Ingoiai tutto come mi era stato detto e poi gli ripulii bene il cazzo con la lingua. Iniziò allora a ricomporsi mentre io ero ancora a terra sonquassato dal piacere. “Adesso puoi rendermi le foto?” gli chiesi. “Non ora, dammi il tuo numero di cellulare ed il tuo indirizzo e-mail. Mi farò risentire io Troia. A proposito: adesso puoi farti una sega con il film!” Lasciò il film e se ne andò. Ero distrutto, ma con una voglia matta di sborrare, mi sdraiai sul pavimento di sala mentre ancora girava il film e mi sparai una sega sborrandomi copiosamente sulla pancia. Mi feci una doccia e mi misi a dormire esausto. Quando rientrò mia madre le dissi che adesso stavo meglio, che avevo fatto una bella sudata e una doccia…..
sabato 23 luglio 2011
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martedì 19 luglio 2011
Video Gay gratis: Una notte nel bar gay. Parte 1
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venerdì 15 luglio 2011
Video Gay gratis: sborra di neri parte 1
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Video Gay gratis: sborra di neri parte 2
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