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domenica 15 gennaio 2023

Foto gay Trans ftm n2

Gli FtM sono persone transgender da maschio a femmina precedentemente classificate come femmine a causa dei cromosomi sessuali XX nel loro cariotipo. 

 Molti FtM si sottopongono a terapia ormonale e ad altre procedure per trasferire i loro corpi in modo che corrispondano alla loro identità di genere percepita. 

 In alternativa, alcuni individui FtM scelgono di non sottoporsi ad alcun intervento di chirurgia ricostruttiva. Indipendentemente dal percorso scelto, gli individui transgender FtM alla fine passeranno a un ruolo di genere diverso dopo aver vissuto come genere latente per molti anni.

































Quando avevo da poco compiuto 18 anni mio padre insisteva che dovevo trovarmi un lavoretto per l’estate ma io non ne trovavo. 


Allora un giorno mi disse di presentarmi a una casa di riposo nel paese adiacente che cercavano un aiutante per la lavanderia. Io non ero molto contento di fare quel lavoro, ma alla fine accettai. Appena arrivato mi accolse il direttore, un uomo molto serio, baffuto, che mi squadrò e disse: cercavamo un uomo perchè il nostro capo lavandaio è un tipo che insidia le ragazze, comunque se vuoi provare per noi va bene. E di lì a poco arrivò lui, il responsabile della lavanderia: un omone di 1,90 per 110 kg, capelli rasati, mani grosse. 

Come mi vide disse: ma che ci faccio con questa mezza sega? Se volevate darmi un aiuto vero ci voleva un ragazzone robusto! Io mi sentii un po’ umiliato, ma in fondo era vero, essendo 1,65 x 48 kg sembravo più una ragazzina, anche per i miei linemaneti fini del viso e le mie braccine. Comunque mi portò dabbasso dove c’era il locale lavanderia. L’omone, che si chiamava Flavio, mi spiegò che dovevo togliere i panni sporchi dai sacchi, metterli in lavatrice, ecc.ecc. Era un lavoro faticoso e in più eravamo già a giugno e faceva caldo. 

Nelle pause lui se ne andava in bagno e ci stava mezzora… chissà cosa faceva. Poi capii quando trovai riviste porno nascoste un po’ dappertutto: il maiale si segava durante l’orario di lavoro. Allora anch’io una volta ne presi una e la nascosi sotto la maglietta. La aprii nel cesso, ma dovevo stare attento perchè la porta non aveva chiave nè chiavistello. Era una copia de Le Ore, e si vedeva foto molto eccitanti, per cui non resistetti e mi segai. Quando uscivo rimettevo la copia la suo posto, ma una volta uscendo lui mi fermò e disse: “Che occhiaie che hai… ti sei segato sulle mie riviste, vero?” Io rimasi muto e imbarazzato ma lui mi alzò la maglietta e vide Le Ore sul mia addome liscio. “Ah porcellino… ti piacciono anche a te le cose sporche eh? Non avere paura, vieni con me di là che ce la guardiamo assieme!” 


Mi portò in una stanzino, accese la luce e mise la rivista su un cartone di biancheria imballata. Poi cominciò a sfogliarla commentando: “Guarda che gnocca… guarda come succhia sto cazzo…guarda questa che prende due cazzi alla volta.. e questa che si fa fare il culo a pecora?” E mentre parlava si toccava la patta della tuta. Ad un certo momento si abbassa i pantaloni e mi fa vedere il cazzo duro: era sui 15 cm e odorava un po’ di pipì. Poi mi prende la mano mi fa: “Mmmm che bella manina da sega che hai… dai toccalo!” Io ero molto eccitato e lo lasciai fare. Sentii che aveva il cazzo caldissimo e cominciai a menarglielo su e giù. “Ohh sii così… vedi che ti piace segare…. continua… sii” Dopo qualche minuto lui disse. “Ahhh cazzo vengooooo” e sborrò sulle pagine della rivista. La cosa finì lì ma da quel giorno lui non mi mollò più. Ogni giorno, nelle pause del lavoro, ci chiudevamo nel cesso o nel ripostiglio e ci segavamo sui porno. 


Dopo una settimana però non gli bastava più. Un pomeriggio, mentre commentava la foto di una che spompinava un cazzo enorme, mi disse: “Prendimelo in bocca”. Ormai ero sotto il suo potere e l’accontentai. In ginocchio cominciai a leccarlo lentamente e poi a succhiare, a succhiare sempre più forte mentre lui guidava la mia testa sul suo cazzo. “Ahhh…lo sai che spompini come una vera troia? Continua così dai…” Inizialmente quando stava per sborrare mi avvertiva così che potessi staccarmi. Ma la settimana successiva decise di non avvertirmi più e di scaricarmi in bocca la sua sborra calda.



Anzi, di lì in poi pretese che l’ingoiassi tutta, leccando anche ogni goccia residua. Ma le cose, ovviamente non potevano finire lì. 



Ora che aveva la mia bocca voleva qualcos’altro. Quel pomeriggio mi portò nel solito ripostiglio e però, invece di tirare subito fuori il cazzo, cominciò a baciarmi sul collo e a frugarmi dappertutto. Mi tolse la maglietta bianca e prese a leccarmi i capezzoli, poi mi abbassò calzoncini e mutande e mi lasciò nudo di fronte a lui. Io non capivo più nulla, ero soggiogato da lui. Mi abbracciò di nuovo forte e prese a palparmi il culetto liscio, dandomi anche qualche sculacciata. Poi mi guardò negli occhi e mi disse: “Tu sei la mia troia, hai capito? Ti faccio qualsiasi cosa, ok?” Non feci in tempo a reagire che già mi trovavo a pecora su un balla di biancheria da lavare. Lui mi divaricò le coscette glabre, mi aprì le chiappette e ci sputò in mezzo. Capii che voleva incularmi ma ormai ero suo e pertanto dissi solo: “Non farmi male, ti prego” Lui rispose: “Ma che male… vedrai che goduria che sentirai, cara frocetta!”. 



Mi appoggiò la cappella calda sull’ano e poi lentamente mi penetrò. Poi una volta entrato per metà cominciò a stantuffarmi dicendo “Sii.. t’inculo tutto… mmm che culetto caldo che c’hai” Ora mi sentivo proprio come quelle troie che vedevo nelle riviste ma non so perchè non provavo vergogna, ma solo piacere di essere posseduto da un uomo. Dopo pocchi minuti di sbattimento lo sentii grugnire e dire “Sborrrooo!”. Senza alcun ritegno mi aveva riempito il culo e ora lo sperma mi colava sulle coscette. 


Ora che ero diventato la sua amante-troia mi trattava un po’ meglio sul lavoro, ma voleva sempre che lo seguissi nelle sue perversioni. Per esempio, a volte mi faceva annusare le mutandine sporche di certe pazienti “ancora buone”, come diceva lui (anche se avevano 70 anni o più). Ogni giorno pretendeva di chiavarmi, anche in posti insoliti come il magazzino del giardiniere, la soffitta, ecc. Il Direttore non so se sapesse ma mi guardava in modo strano, forse notando le mie occhiaie perpetue. Poi un giorno successe una cosa. 



Flavio scese in lavanderia e disse: “é arrivato un nuovo paziente, un uomo di 70 anni che s’è rotto il femore, oh… l’ho visto pisciare nel pappagallo, c’ha un cazzo notevole anche da mollo… secondo me duro può arrivare 25 cm!” “Ok”, dissi, “ma a noi che ci frega?” “Ci frega che voglio vederti inculato da lui, cara frocetta!” “Ma che dici, non sei geloso?” “Si, ma voglio vedere come ti aprono per bene il buco del culo!” “Ma come fai a sapere che gli viene duro?””Non ti preoccupare, c’ho un sistema” . Il sistema era di mettergli una rivista porno nel cassetto del comodino. Per qualche giorno non successe nulla, poi Flavio, sbirciando nella camera vide il tizio che stava guardando avidamente una rivista e da sotto il lenzuolo spuntava un palo piuttosto alto. Allora cercò di fare amicizia con il paziente, fornendogli altre riviste. Ad un certo momento mi presentò a lui. Chiuse la porta della camera e mi mise vicino a lui. 



Mi accarezzò, mi diese una pacca sulle chiappe e rivolgendosi a lui disse: “Questo mio amico è un frocetto, gli piace il cazzo. Glielo faresti assaggiare?” Il tizio, di nome Alfonso, rimase un po’ stupito ma poi disse: “Perchè no, solo che qui non si può e io sono bloccato.” Allora Flavio tirò fuori un’idea: “Domani pomeriggio c’è una riunione di tutto il personale nella sala dei convegni, qui rimaniamo solo io e lui. Che ne dici?” “Per me va bene”, rispose Alfonso toccandosi già l’uccellone moscio. All’indomani entrammo nella stanza ma per sicurezza mettemmo una sedia davanti alla porta in modo da evitare brutte sorprese. 



Alfonso era lì, nel letto con la schiena rialzata. Si tolse di sopra il lenzuolo e io mi avvicinai al letto. Gli abbasai le mutande e vidi il suo cazzo moscio e le palle coi peli bianchi. Appena lo toccai lui ebbe un sussulto e una volta preso fra le mie manine lo vidi irrigidirsi, evidentemente gli piacevo. Intanto Flavio guardava e m’incoraggiava. Presi in bocca quella magnifica cappella e presi a succhiare come ormai so fare. Nella mia bocca il cazzo cresceva sempre piu’ e ora era diventato un’asta di carne stupenda. Flavio mi disse di spogliarmi. Salii di nuovo sul letto a carponi mostrando il mio culetto a Flavio mentre riprendevo a spompinare il vecchio. Mentre lo succhiavo con avidità sentivo Flavio che mi spalmava una cremina sull’ano per prepararmi alla chiavata. “Ora bsta succhiare se no sborra, sieditici sopra, dai zoccola!” Così mi misi a cavalcioni sopra Alfonso che si teneva il cazzo dritto come un palo, ma appena imboccato nell’ano mi fermai perchè avevo paura. 



Flavio s’incazzò e disse che dovevo prenderlo, ma spalmò un po’ di cremina anche sul quel cazzo duro. Stavolta lo imboccai bene e mi entrò la cappella dentro. Cominciai a muovermi su e giù lentamente e sentivo il suo cazzone che si apriva la strada dentro il mio culo. “Daiii..siii così… fatti inculare tutto Frocetta!” Non era facile per me perchè dovevo fare tutto da solo stando attento a non fargli male alla gamba che aveva rotta. Ma lentamente il cazzone mi penetrava dentro e ora andavo su e giù più veloce mentre Flavio ora si masturbava furiosamente vedendomi sfondare il culo. 

“Siii così porca troia prendilo tutto, bagascia!” 



Quando il cazzo mi entrò tutto dentro il vecchio non resistette oltre e mi sborrò nel culo. Sentii lo sperma caldo nell’intestino e rimasi alcuni minuti fermo per prendere fiato. “Ora andate”, disse Alfonso “Non si sa mai”. Mi alzai da quella posizione mentre mi colava la sborra dal culo, mi asciugai mentre Flavio anche lui aveva appena sborrato sul pavimento. 


Ci rivestimmo e tornano giù di sotto. Flavio mi diede da bere poi mi disse: “Oggi finalmente puoi dire di essere diventata una troia spompinara rottainculo”. “Grazie” dissi, “devo tutto a te”. A ottobre il mio lavoro finì e me ne tornai a casa, avevo guadagnato un po’ di soldi e soprattutto tanto cazzo.

domenica 30 gennaio 2011

Racconti gay: Bisex, dopo il trans...

Passò un pò di tempo prima di decidere se avere una vera esperienza gay, passarono mesi dall'esperienza a pagamento con il trans e, da quella volta, i miei pensieri erotici si focalizzano su quel cazzo che succhiavo avidamente e che tanto mi eccitava. La cosa meritava di essere esplorata ancora di più.
Con l'arrivo dei mesi caldi gli ormoni e la voglia di evader si fanno sempre più sentire. Nel frattempo mi sono deliziato con due esperienze con donne che, alla fine, si sono quasi innamorate di me e che io, abilmente, ho liquidato con discrezione.
Fa caldo, si comincia a pensare alle vacanze, ed io invento la scusa a mia madre che ho tanto da fare e che resto in ufficio fino a tardi. Comincia la mia ricerca su internet.
Mi iscrivo in un sito free e pubblico un profilo gay: specifico che è la mia prima esperienza. Così, contatto altro uomini che hanno pubblicato il loro profilo e ne contatto qualcuno. E qui la sorpresa. Mi rispondono, ma uno in particolare attira la mia attenzione. Mi dice che lui vive nella mia stessa città, che è un pò preso dagli impegni: anche lui, come me, è bisex, ma prima di accasarsi con una donna preferisce continuare a divertirsi un pò. Cominciamo a spedirci messaggi via internet, programmiamo un appuntamento per la prossima settimana e lui mi chiede "che cosa mi faresti?".


 Mentre gli rispondevo, al solo pensiero di quello che volevo fare la mia eccitazione cresceva ed il cazzo mi diventava via via sempre più duro al punto che faceva pure male contro la patta dei calzoni.
Gli scrivevo: "Ti porterò nel mio ufficio, ti bacierò sulla bocca e poi mi siederò sulla sedia con te in piedi davanti a me. Ti accarezzerò la pelle dal petto fino alla cintura, te lo toccherò attraverso i pantaloni fino a quando te lo sentirò duro. Poi ti slaccerò la cintura, ti abbasserò i pantaloni e le mutande e prenderò in bocca il tuo cazzo duro che punterà dritto davanti a me", "anche adesso che lo sto riscrivendo mi sto eccitando", "ti accarezzerò le palle, te le leccherò. Poi i alzerò in piedi e tu farai uguale, mi slaccerai i pantaloni e me lo prenderai in bocca fino in fondo. Vorrò fare un 69, secondo me tra uomini è più bello, ti leccherò il buco del culo e ci infilerò due dita dentro, per prepararti alla penetrazione e tu farai uguale con me. Poi ti distenderai sulla mia scrivania a pancia in su: alzerai le gambe e te lo sbatterò nel culo fino in fondo mentre ti menerò l'uccello su e giù. Vorrò sentirti godere.


Cambieremo posizione, mi siederò sulla sedia e tu siederai sopra di  me, ti bacierò dietro al collo e dietro alle orecchie, passerò la lingua dalla spalla fino al collo mentre continuerò a menartelo. Vorrò che tu mi dica che stai godendo, che ti faccio godere, che ti piace sentirmi nel tuo culo e poi vorrò che ti volti e ti siedi sopra di me di faccia perché ti bacierò con la lingua.

 Ma mi avvertirai, prima di venire, ti alzerai perché voglio sentirti venire dentro la mia bocca: poi tu mi fotterai con me a novanta, poi disteso sulla scrivania mentre mi masturbi, prima con dolcezza e poi sempre con più violenza e passionalità, voglio che godi, che mi penetri, ho voglia di sentirti dentro di me che vai su e giù. Alla fine, quando saremo venuti faremo di nuovo un 69, anche se con l'uccello moscio e se riusciamo a farcelo venire di nuovo duro, ricominciamo daccapo!".


In tutto il tempo che gli ho scritto il messaggio mi sono masturbato due volta per l'eccitazione. Non mi è mai capitato con una donna di eccitarmi così intensamente. Come lo sono ora. Oggi è domenica e noi ci vedremo, speriamo, martedì. E martedì scriverò come è andata: intanto mi vado a masturbare di nuovo.