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lunedì 12 agosto 2013

Racconti e storie vere gay: Rito di iniziazione

Racconti e storie vere gay: Rito di iniziazione

Si apre il sipario. Io, Sergio, sono arrivato a 38 anni e davvero non mi posso lamentare di ciò che la vita mi ha finora riservato.
Un posto da dirigente in un importante ente pubblico nella mia città, Genova, l'agiatezza economica, la salute, la vita sentimentale ricca di avventure. Non mi sono mai sposato, ma il mio letto non è mai stato vuoto negli ultimi 20 anni. Dopo una convivenza stabile di otto anni, due anni fa ho troncato questa relazione che stava diventando troppo monotona e mi sono messo con una ragazza più giovane di 9 anni che però si ferma da me solo nei weekend; contemporaneamente un paio di volte al mese frequento una signora quarantottenne, sposata e gran affamata di sesso, incontrandola in un alberghetto della Riviera di Levante. Sembrerebbe che io sia appagato totalmente ma in realtà non è così, il tempo passa e io sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli, nuove emozioni, perchè odio le consuetudini e sempre più difficilmente trovo cose che mi entusiasmino davvero. La droga? naaa, il fumo mi fa schifo ed ho il terrore delle siringhe, mi sento male solo a vederne una in televisione. E allora negli ultimi tempi ho scoperto di avere un'inspiegabile attrazione per persone del mio stesso sesso. Sono diventato bisex? probabilmente sì, anche perchè sicuramente dopo avere sperimentato qualunque cosa con l'universo femminile, se volevo rimanere nell'argomento sesso dovevo per forza cambiare "bandiera".
Due episodi, avvenuti nelle settimane scorse, mi hanno fatto capire che ero pronto per nuove esperienze che ora andrò a raccontare: sono rimasto un pò stupito degli eventi, ma nulla più. Scrupoli morali, zero assoluto, nella vita bisogna provare tutto e imporsi meno freni possibili, basta non fare male al prossimo e non violare le leggi elementari: non uccidere, non rubare e poco altro.


Eravamo un paio di mesi fa, in una fredda sera di fine novembre. Stavo sfogliando distrattamente una rivista settimanale, di quelle tipo Panorama, con le solite notizie che ormai con l'avvento della Rete sanno anche i gatti, condite con un quintale di pubblicità: appunto, la pubblicità. 
La mia attenzione è stata catturata da quella di un giovane modello con adosso solo un paio di slip color argento stretti e ridotti che non nascondevano il rigonfio del membro. Aveva anche un drago tatuato sul torace e un gran bel fisico. Mi è venuta un ondata di adrenalina addosso, il mio corpo è stato colto da un fremito durato parecchio...avevo voglia di passare le mie dita sul tatuaggio, di baciare quei muscoli, di scendere giù molto lentamente assaporando la sua pelle, di togliergli gli slip, di affondare il mio viso in mezzo alle sue gambe.
Ma tutto questo non l'ho immaginato con me che comandavo e lui sottomesso, semmai il contrario, pensavo a lui che dava degli ordini e io che lo accontentavo. Mi sono eccitato in maniera totale, e sono "venuto" senza nemmeno toccarmi!

Secondo indizio. Io ho una sorella, Silvia, che è molto più anziana di me, ha passato di poco la cinquantina, con cui vado molto d'accordo. E'sempre stata una tipa tranquilla e si è sempre mortificata con vestiti larghi e lunghi, anche perchè è stata sposata ventidue anni con una nullità di uomo che passava giornate e serate in ufficio e qualche volta ci dormiva pure, uno di quei personaggi pignoli e metodici che mi fanno venire il vomito solo a pensarci, poi l'anno scorso h trovato finalmente il coraggio di chiedere ed ottenere la separazione, ed è cambiata del tutto. 

Ora veste molto sexy, gonne corte o con spacchi, stivali con tacco altissimo, calze velate, scollature, trucco pesante. Ha un fisico discreto, ma spesso esagera...una volta mi sono trovato a casa sua per cena da solo (lei era scesa a salutare un'amica) e non ho resistito ad aprire un paio di cassetti della sua camera da letto. Sono rimasto di sasso: perizomi, reggicalze, sottovesti cortissime e un pò più nascosto persino un frustino! So che ora frequenta un tipo molto più giovane, immagino che si starà togliendo tutte le voglie che ha represso per tanti anni. La mia fantasia è galoppata subito parecchio e il primo pensiero è stato quello di immaginare mia sorella seminuda con addosso qualcosa di molto volgare mentre fa sesso con me cavalcandomi selvaggiamente; sì lo ammetto mi faccio schifo, ma sono sempre stato un pò invidioso di quella tipa tutta perfettina, e ora scopro che è diventata una specie di zoccola, e quindi una lezione gliela darei volentieri...ma dopo pochi istanti lo scenario dei miei pensieri è del tutto cambiato e ho pensato invece che mi sarebbe piaciuto moltissimo indossare io queste cose...sentire il nylon delle calze che risale lentamente le gambe, o il fruscio del tessuto di una sottoveste che ti accarezza la pelle deve essere il massimo, ma fare un "defilè" di intimo davanti a qualcuno ancora di più!

 E quindi nei giorni seguenti ho iniziato ad acquistare segretamente qualche capo di intimo femminile. Genova è una città grande, ma bisogna stare attenti a non fare mosse false perchè alla fine qualcuno che conosci lo incontri sempre e ovvio che il rischio di rovinarsi la reputazione c'è in pieno. Sono andato in un negozietto del centro storico nei vicoli, gestito da una vecchia napoletana che deve averne viste di tutti i colori, e credo che abbia capito subito dal mio sguardo che sottoveste, perizoma, reggicalze, autoreggenti ed altro acquistati per una fantomatica fidanzata in realtà erano destinata a me. Ho comprato anche due paia di scarpe con i tacchi molto alti, e una parrucca bionda e riccioluta, e devo dire che mi ha intrigato moltissimo fare qualcosa di trasgressivo e soprattutto immaginarmi ad indossare le cose che stavo acquistando davanti ad un uomo. Sì certo, ci vuole del coraggio a fare una cosa del tutto nuova, con tutti i rischi che questa può comportare. Un conto è immaginare, un conto è farlo davvero, e io avrei voluto trovare un uomo che sapesse farmi sentire donna in tutto e per tutto, e che a letto avesse molta fantasia: preliminari, giochi erotici, farmi sentire schiava e dominata, anche se la penetrazione mi spaventava un pò e in un primo incontro non sarei arrivato a tanto...per quello avrei voluto un incontro apposta con una specie di cerimonia di iniziazione sessuale, a questo tenevo moltissimo, una specie di celebrazione profana nella quale mi liberavo dell'ultimo dei tabù rimasti.


Adesso occorreva trovare la "materia prima" ossia un uomo, possibilimente esperto, possibilmente gradevole fisicamente, possibilmente ben dotato e prestante a letto. Chiedevo troppo? forse no, ma era il modo in cui cercare che non mi sembrava poi tanto facile. Decisi di sfruttare le nuove tecnologie, anche se non sono mai stato patito di Internet, aprendo una casella e-mail ad hoc e 
inserendo un annuncio su uno dei più grandi portali italiani erotici specializzati,
nel quale cercavo un uomo con le caratteristiche di cui sopra, e per rendere la cosa più appetibile, specificando di essere alla prima esperienza e amante dell'erotismo e non della volgarità, come in effetti sono. Non ero molto convinto di questo sistema, e in effetti per i primi dieci giorni ricevetti oltre cinquanta risposte, ricche di oscenità e null'altro. Poi uno stop per le feste natalizie e a metà gennaio stavo già pensando a qualche metodo alternativo, quando una sera ricevetti una risposta diversa dalle altre. Il nik "cerimoniere" era molto originale e accattivante, e il testo diceva semplicemente: - vuoi provare? non prometto niente, ma potrei regalarti un sogno - Inutile dire che risposi subito, e passammo a scambiarci un paio di mail nelle quali riuscii a sapere che Guido, questo il suo nome, era un commercialista più giovane di me di tre anni, genovese come me, che cercava nuove emozioni dopo qualche anno di matrimonio molto piatto. Io dopo la prima mail mi sentii subito molto rilassato e iniziai senza remore a scrivergli cosa provavo, e cosa avrei voluto succedesse, senza nessuna inibizione nelle descrizioni delle situazioni sperate, lui mi rispose sempre in maniera decisa, ma pacata e senza alcuna volgarità, solo venature di erotismo. Decidemmo di vederci per un aperitivo in un bar del centro cittadino, erano passati solo sei giorni dal primo contatto via Rete. Ero nervoso, agitato, mi chiedevo se davvero facessi bene a percorrere una simile strada. Beninteso, nessuna remora morale, ma forte era la paura di incontrare gente conosciuta o magari scoprire amici comuni e rovinarmi la vita e la carriera per un capriccio. Non mi ero fatto nessuna idea dell'aspetto di lui, e al cellulare ci eravamo scambiati solo sms senza mai parlarci. Arrivammo al bar quasi simultaneamente, e l'impressione fu più che buona. Un uomo dai capelli scuri, alto 1,80 robusto, sguardo accattivante e sorridente, vestito sportivo. Anche io non credo di essere male, un pò più basso di statura, ma longilineo, e la simpatia reciproca è stata immediata. Abbiamo parlato a lungo, lui mi ha detto che aveva già avuto un'esperienza analoga con un tipo che voleva provare un'avventura simile alla mia, ma che proprio all'ultimo momento si era tirato indietro per vergogna. Non aveva problemi a fare un primo incontro nel quale non si sarebbe andati fino in fondo, ed un secondo nel quale invece ci sarebbe stata la mia totale iniziazione: per quella, mi disse, aveva qualche idea che mi avrebbe svelato al momento opportuno.


Mi propose di andare in una casa che ha nell'entroterra a venti minuti di macchina da Genova, un posto utilizzato solo d'estate, tranquillo e lontano dalla vista di occhi indiscreti. A me faceva un pò paura andare in una casa con uno sconosciuto, ma d'altronde, trattandosi di un incontro da fare il pomeriggio, non potevo certo rischiare di andare in un albergo, quindi accettai l'invito. Era venerdì 19 gennaio, l'appuntamento era fissato per il lunedì successivo, alle tre del pomeriggio, e quindi avremmo avuto alcune ore per noi.
Inutile dire che nel weekend saltai l'appuntamento con la fidanzata adducendo motivi di lavoro, e mi preparai al meglio per l'incontro. Mi depilai interamente, lasciando solo un triangolo sul pube, nessun problema a giustificarmi con le mie donne, visto che pratico nuoto e ciclismo e quindi spesso ricorro a tale pratica. Stavolta però era diverso, sentivo la mia pelle liscia e morbida ovunque e immaginavo le mani di un uomo accarezzarla, il che mi faceva impazzire dal desiderio. Acquistai altro intimo dal solito negozio, e passai la domenica ad indossare questo o quel capo, devo dire che facevo davvero un figurone quando mi guardavo allo specchio, mi scattai persino alcune fotografie con l'autoscatto.
Lunedì presi la giornata di ferie, e partii con netto anticipo sull'orario stabilito, portando con me una borsa piena di "attrezzi del mestiere", non ultima una scatola di trucchi, perchè se faccio una cosa voglio che riesca davvero bene.
Ovviamente l'emozione era a mille, mista ad una normale dose di ansia per l'ignoto, e più di una volta pensai seriamente di tornare indietro e non farmi mai più sentire. Ma alla fine arrivai al posto stabilito per l'incontro: Guido arrivò puntalissimo, lasciai la mia auto e insieme proseguimmo per un breve tragitto sino ad arrivare ad una villetta ben curata ed accogliente. Per rompere il ghiaccio bevemmo qualcosa insieme, poi io andai in bagno a cambiarmi.


E' molto eccitante guardarsi nudo allo specchio, e piano piano indossare capi provocanti sapendo che nella stanza accanto c'è un uomo che ti aspetta e tu farai di tutto per farlo impazzire di piacere. E soprattutto pensare che per tanti anni hai recitato questa commedia a ruoli invertiti, eri tu l'uomo in attesa e sentivi lei mentre si preparava per te. Ora la donna in questione sei tu ed è interessante vedere cosa si prova dall'altra parte della barricata. Per prima cosa allacciai in vita un reggicalze di pizzo nero, con calze grigio chiaro velatissime con la riga dietro. Poi gli slip neri sgambati anche essi di pizzo, con dietro solo un triangolino ad evidenziare in mio sedere. Quindi le scarpe di vernice a punta, con la fibbia alla caviglia e il tacco di 12 cm. Sopra indossai una vestaglia di raso argentata chiusa da una cintura che arrivava al ginocchio, ma che si apriva molto facilmente. Mi diedi un pò di trucco agli occhi, alle guance e un rossetto rosso fuoco, oltre ad una abbondante spruzzata di Poison di Dior, e mi guardai allo specchio: ero veramente una bomba.
Aprii la porta del bagno e camminai ancheggiando verso il salone dove lui mi aspettava. Guido nel frattempo si era messo in libertà. Era rimasto con i jeans attillati e a torso nudo, mostrando muscoli notevoli, una spada tatutata sul braccio destro, e un guerriero sulla schiena. Mi sedetti sul divano accavallando le gambe velate di nero che si scoprirono abbondantemente, lanciando uno sguardo voluttoso - penso che potremmo rilassarci un pò adesso - disse lui mettendo un pò di musica leggera in sottofondo. 


Da giorni pensavo che il modo migliore per rompere il ghiaccio era sembrare più "geisha" possibile cercando di soddisfarlo meglio che potevo. E quindi mi avvicinai a lui, iniziando a baciargli le spalle e il torace, accarezzando il tatuaggio con le dita, e muovendo le labbra e la lingua sulla sua pelle molto lentamente. Guido, forse sorpreso dalla mia iniziativa, mi lasciò fare, e io scesi lentamente fino ai suoi fianchi iniziando a slacciargli i jeans. Rimase con un paio di slip blu stretti e io per la prima volta allargai la mano sopra di essi sentendo già una notevole erezione. Lui mi portò in camera da letto, un matrimoniale molto morbido e accogliente, e io presto gli sfilai gli slip, mettendo a nudo il membro che mi sembrava davvero in ottima forma. Iniziai a passarci le dita e le mani sopra, poi a baciarlo, poi cominciai a lavorare con la lingua sulla sommità, concentrandomi sul filetto, la parte più sensibile. Non avevo avuto nessuno shock a fare questa cosa fino a pochi mesi fa nemmeno immaginata e desiderata. Anzi mi sembrava la cosa più naturale del mondo, mi piaceva, e vedevo che anche lui la gradiva. Sentivo crescere il suo pene e lo inghiottii iniziando ad andare su e giù con la bocca; mi sembrava di interpretare un film porno, andammo avanti così una buona mezz'ora lui ansimava, mugolava, mi palpeggiava con le mani, ma senza togliermi nulla. Alla fine sentii come una pulsazione in lui e ci fu la violenta esplosione nella mia bocca, che fu inondata del suo sperma; io lo pulii e asciugai accuratamente con la lingua, ci prendemmo un attimo di riposo bevendo qualcosa. - complimenti, per essere la prima volta te la sei cavata davvero bene, adesso però ho voglia di giocare io con te - disse Guido, e mi si avvicinò da dietro, infilandomi le mani dappertutto, facendo vibrare il mio corpo dal piacere. In men che non si dica mi sfilò la vestaglia, e io rimasi davanti a lui in slip e reggicalze, sentendomi davvero molto zoccola. - Finalmente prendi l'iniziativa - mormorai io, - ricordati che tu sei l'uomo e io la donna, c'è un punto molto sensibile in me, visto che sei una persona esperta lo scoprirai senz'altro - aggiunsi. In effetti sono sempre stato molto eccitato se una donna mi toccava e mi leccava i capezzoli, un punto magari non troppo maschile ma che senz'altro era il top per farmi godere. 

La sua bocca e la sua lingua andavano dappertutto, ma un mio grido acuto e femminile lo fece fermare proprio mentre iniziava a titillarmi il capezzolo destro. - ho capito dove sei sensibile, adesso ti faccio urlare ancora di più -, e io risposi già inebriato - fai tutto quello che vuoi, lasciami un indumento addosso, non mi piace rimanere completamente nudo, mi sento molto più volgare - Iniziò a giocare con i miei capezzoli, dita, lingua, morsi, e io urlai e ansimai in un modo davvero intensissimo. Intanto il suo membro era tornato molto turgido, e lui continuava a strofinarmelo ovunque. Io sentivo che se avesse proseguito così avrei ceduto subito completamente, ma non era quello che volevo. - Ricordati che dobbiamo vederci una seconda volta, non voglio fare tutto subito - ansimai. Mi tolse scarpe e slip, lasciandomi solo le calze addosso, girandomi di schiena e passandomi ripetutamente la lingua tra le cosce, facendomi urlare dal piacere. - questo è solo un assaggio, vedrai la prossima volta, se volessi ti fotterei subito, ma aspettare ancora qualche giorno ti farà andare ulteriormente in calore - e in effetti Guido aveva proprio ragione. Andammo ancora avanti due ore buone, sentivo che lui insisteva per arrivare alla penetrazione, ma io riuscii a resistere, e verso le 19 ci salutammo. - Ci rivediamo giovedì qui alla stessa ora per la cerimonia di iniziazione, ti manderò domani una mail a questo proposito, attieniti a quanto scritto - mi disse Guido con tono stranamente perentorio. La mia speranza era stata quella di trovare un uomo che assumesse la parte del dominatore, ma oggi l'incontro si era svolto su livelli praticamente paritari. Molto piacevole peraltro, che mi aveva appagato, seppur parzialmente, e fatto capire che in questo momento avevo bisogno di nuove esperienze. Ma ora dovevo fare il passo decisivo, ed ero più che mai convinto di questo. Il giorno dopo aprii la casella mail, non vedevo l'ora di leggere il messaggio che trovai puntuale e recitava: "vieni vestita con un abito lungo con le spalline, stivali con il tacco altissimo, e sotto uno string. Non dimenticare la parrucca. La vergine renderà omaggio al suo Dio e quindi verrà iniziata al piacere sessuale"

Un brivido caldo mi avvolse, mi piacevano gli ordini perentori, e soprattutto il modo in cui Guido mi parlava, trattandomi da donna. E poi quell'accenno mitologico-religioso, mi veniva quasi da ridere ma giovedì io in effetti avrei perso l'ultima verginità che mi rimaneva.
Il giorno della verità mi inventai un funerale al lavoro per potermi di nuovo assentare e andai nel solito negozietto a comprare uno string di raso nero, la vecchia sorridendo mi disse mentre pagavo "allora si vede che sei piaciuta al tuo uomo, e ora vuoi fargli perdere la testa: guarda che ho capito subito" il che mi fece allo stesso tempo vergognare ed eccitare tantissimo.
Poi andai in un negozio specializzato in scarpe particolari, acquistando un paio di stivali di strass taglia 43 con tacchi di 14 cm e zeppe molto alte, di quelli che usano le cubiste. 220 Euro, ma ne valeva la pena. Infine, il vestito lungo con le spalline nero, con lo spacco laterale fino alla coscia. Al pomeriggio presi l'auto e arrivai diretamente nella villetta di Guido: avevo un fuoco che mi bruciava dentro, oltre naturalmente ad un minimo di paura per quello che sarebbe successo.

Lui mi aspettava già in casa, e porgendomi una maschera nera del tipo Carnevale di Venezia mi disse brusco - vai a prepararti, spero tu abbia portato quello che ti ho chiesto. Da adesso ti chiamerò Silvia, come quella troia di tua sorella. Mi piacerebbe molto avervi come schiavi in coppia, ma per adesso dovrò accontentarmi di te - L'accenno a mia sorella mi provocò una forte erezione, il pensiero di vederla nel ruolo di schiava, mentre viene dominata da un altro uomo oppure mentre si accoppia con me per la gioia del nostro padrone mi faceva salire l'adrenalina a mille. Infilai lo string guardandomi allo specchio, dietro avevo solo un filo che mi evidenziava le natiche tornite, davanti un triangolo alto e stretto che non nascondeva il pelo dell'inguine. Il vestito mi stava a meraviglia aderendomi al corpo, mentre gli stivali mi slanciavano in modo incredibile rendendomi molto appetitosa. La parrucca e la maschera rendevano un'atmosfera di mistero. Io credo che quando una persona si mette in maschera si trasforma, è come se lasciasse il suo solito corpo per assumere un'altra identità ed è quello che io volevo quel pomeriggio.
Dopo essermi inondata di profumo, soprattutto sulle braccia, in mezzo alle gambe e sul sedere, uscii, e trovai Guido ad attendermi. Aveva una specie di mantello nero lungo, e indossava una maschera da divinità orientale. Sul tavolo c'erano un lettore CD portatile, un frustino e un vibratore. Inutile dire che il tutto mi fece salire ancora, se possibile, il grado di eccitazione. - volevi la cerimonia di iniziazione? eccola, d'altronde io sono il "cerimoniere". devi solo esegure tutti gli ordini alla perfezione, sei la mia schiava adesso - esclamò Guido con voce imperiosa. Non l'avevo ancora conosciuto sotto questo aspetto, ma mi piaceva.
Mi inginocchiai davanti a lui baciandogli i piedi e le caviglie - farò tutto quello che mi chiederai - dissi convinta. - allora mettiti contro la parete, a gambe larghe e sollevati il lembo del vestito fino ai fianchi, voglio esaminarti - intimò lui.

Eccitata dall'idea, eseguii il suo ordine, sollevando l'orlo molto lentamente scoprendo le gambe, le cosce e il sedere nudo solcato dalla Y dello string.
- questo è quello che ti attende e che sto per offrirti - mormorai.
Lui si avvicinò e iniziò a palparmi insistentemente scostando il filo del perizoma e saggiando con le dita l'entrata ancora incontaminata del mio sedere, facendomi urlare dal piacere. - Adesso fai scivolare a terra il vestito, e rimani con braccia e gambe larghe - disse Guido. Obbedii, facendo cadere le spalline a terra, rimanendo praticamente nuda davanti a lui, eccetto stivali e string. Senza preavviso iniziarono ad arrivare i colpi di frusta, sulla schiena e sul sedere, alcuni forti, altri molto leggeri; ogni tanto lui si avvicinava passandomi le
frange del frustino tra le natiche o sui capezzoli, strappami gemiti di piacere.
- prima di possederti devo purificarti - gridò lui continuando a fustigarmi.
Poi di colpo si fermò, mi diede il vibratore e mi disse - adesso tu danzerai per me, voglio qualcosa di molto erotico e sensuale, solo se riuscirai davvero a convincermi ti inizierò, devi metterci tutta te stessa - Io mi sentivo quasi ubriaca per le novità che continuavano a susseguirsi, bruciavo per i colpi di frusta ricevuti, ma ormai volevo arrivare fino in fondo e quindi decisi di stare al gioco.


Partì la musica, un ritmo tribale, ancestrale, orgasmico, dal quale potevi decidere se estraniarti o lasciarti travolgere completamente. Mi piaceva andare in discoteca, quindi me la cavo piuttosto bene, ma con gli stivali alti non era facilissimo così immaginai di essere una cubista, ovviamente infiammandomi ulteriormente per il paragone. Mi muovevo freneticamente, agitando gambe e braccia, toccandomi varie parti del corpo, era una specie di offerta che facevo al mio Dio che osservava. Mi passai il vibratore sui capezzoli e in mezzo alle gambe, poi simulai la penetrazione anale, quindi mi buttai a terra continuando con le pose erotiche immaginando di cavalcare un membro eretto. Stavo eccitandomi al limite, ansimavo, gemevo, ci mettevo davvero l'anima, la musica mi trasportava. Ad un tratto Guido fermò la musica, si tolse il mantello, sotto era nudo con un'enorme erezione. 

Mi mise un piede sul torace - adesso sei pronta per avere l'onore di essere posseduta dal tuo Dio - io allargai braccia e gambe in segno di totale sottomissione gemendo - non resisto più, possiedimi, scopami, fammi sentire una grandissima zoccola - e lui mi squarciò con le mani l'elastico dello string, mi sollevò le gambe e mi penetrò in modo perentorio - sei la mia puttana, la mia schiava, e io ti inizio ad una nuova vita sessuale - gridò lui senza freni. All'inizio sentii bruciore e dolore, ma poi riuscii a rilassarmi adeguandomi ai colpi di lui, muovendo ritmicamente il bacino nella sua direzione. Gemevo e urlavo di piacere come una verginella, ma la situazione mi piaceva tantissimo, andammo avanti per una buona mezz'ora, con lui che mi pompava incessantemente, io ero davvero al top a vedere di essere posseduta sul pavimento da uno sconosciuto con stivali altissimi, maschera e parrucca, e speravo che lui durasse il più a lungo possibile. Alla fine con un urlo venne e mi inondò di sperma bollente, una sensazione davvero incredibile. Rimanemmo per un bel pò ansimanti sul pavimento, incapaci di muoverci a parte il togliersi le maschere, ma senza toccarci più. Dopo una decina di minuti mi alzai e oscillando sui tacchi altissimi andai verso il bagno, accentuando al massimo il modo di sculettare, e mi accorsi che le mia voglie non si erano ancora placate. Dopo essermi lavata e data una nuova spruzzata di profumo, tornai in sala e proposi a Guido di andare in camera da letto. Lì mi dedicai con la massima cura al suo membro, che dopo qualche minuto di sollecitazioni con lingua e bocca, tornò al suo massimo splendore. A quel punto, con lui supino, mi misi a cavalcioni sopra il suo pene e inziai a dimenarmi freneticamente. Mi sentivo una regina, perchè stavolta potevo controllare direttamente la penetrazione e decidere come e fino a che punto andare a fondo. 


Mi passai le mani sui fianchi, poi alzai le braccia sopra i capelli rilassandomi completamente e continuando il
movimento ritmico ora rallentando, ora accelerando. Anche lui si dava da fare da sotto, e andammo avanti così per un tempo indefinito, finchè Guido esplose dentro di me e anche io ebbi un orgasmo violentissimo che mi fece godere come mai era accaduto prima. Adesso mi sentivo una vera donna in tutto e per tutto e credo proprio che da quel giorno nella mia vita sessuale ci sarebbe stato ampio spazio per un certo genere di nuovo divertimento.

giovedì 21 aprile 2011

Racconti gay: Amore platonico

L’avevo conosciuto in un villaggio turistico in Marocco, si chiamava Paolo ed era di Treviso. Fu lui il primo ad agganciarmi nella sala-giochi dell’albergo, eravamo tra i pochissimi ragazzi italiani dell’albergo, quindi fu facile fare amicizia, anche se io ero più grande, decisamente meno attraente e di città e abitudini diverse: ragazzi, dovevate vederlo, dio sceso in terra sembrava, talmente tanto era gnocco, i capelli corti e biondo scuro, corpo snello, alto, vestiti di marca e profumato come un campo di rose… Dio, insomma! Rimanemmo tutta la sera a parlare del più e del meno, anche di ragazze, cercai di raccontare qualche balla per entrare nelle sue grazie e sembrare figo, almeno la metà di lui… Quella notte tornai in albergo con i miei genitori e mio fratello, che già dormivano, così ne approfittai per una bella sega pensando alla scena in cui avrei visto il suo arnese, cercando di capire quanto fosse lungo, dal pacco sembrava abbastanza per i miei gusti, anche se devo ammettere che i suoi pantaloni era un po’ attillatti… comunque fu un solo un viaggio mentale perché non mi sarei mai aspettato che prima o poi sarebbe successo qualcosa davvero… La calma è la virtù dei forti, si dice.

Il giorno seguente non lo vidi alla mattina, poi pranzai con lui e sua madre, che mi invitarono anche a fare un giro con loro, avevano noleggiato un auto per 3 giorni; il primo giorno andammo in una bellissima spiaggia sull’Atlantico, dove noleggiammo un pedalò, ci allontanammo parecchio,fin dove non arrivava nessuno, e mentre pedalava io mi riposai di dietro prendendo il sole e tentando di farmi scendere il costume sotto la vita il più possibile, ma non troppo per non dare nell’occhio, finchè decisi di togliermelo,ma proprio in quell’istante mi richiamò e disse che dovevamo rientrare subito perché mancava un quarto d’ora: risultato, tornai a pedalare e zitto!
Ma porca miseria, non poteva fermarsi il tempo…Il secondo giorno non successe niente; il terzo andammo in una spiaggia che aveva un piccolo spazio chiuso e protetto in cui si poteva fare nudismo, mi dico dai, è l’occasione giusta, c’erano soprattutto uomini, anche molti gay, mi dico speriamo che la situazione lo ecciti, invece niente etero fino in fondo…
La sera prima della partenza decidemmo di festeggiare con un bagno a mezzanotte nella piscina dell’albergo; quando uscimmo dall’acqua dovevamo toglierci il costume, e finalmente anche se al buio e solo per 5 secondi LO vidi, ne rimasi affascinato anche se era molle e raggrinzito dall’acqua fredda della piscina.
Rimanemmo in contatto, condividavamo la passione per una squadra di calcio di serie A; quando ci fu l’occasione di una partita ci incontrammo; andammo allo stadio alla sera,
poi tornammo a casa(non vedevo l’ora) e ci mettemmo a letto; per mettersi il pigiama si spogliò ma feci finta di niente. In camera mia abbiamo un letto a castello, così mentre guardavamo la tv rimasi nel letto da basso con lui, stretti-stretti; usai il satellite e vedemmo un canale di donne biotte, così pensai lo faccio eccitare, io lo ero già, ma per lui, non per le donnine… Ad un certo punto sussurrai( per non svegliare i miei) che ero eccitatissimo e che era duro come il marmo e dissi-quasi quasi lo tiro fuori, ti spiace?- lui disse senza problemi –no, no figurati-. Tirai fuori la mia asta di 20 cm e mi menai con calma; dopo un paio di minuti dissi- ma tu non sei eccitato con queste donne?- e rispose di sì, allora insistetti –ma non lo tiri fuori?- e lui rispose- adesso un attimo-.


Quando lo tirò fuori vidi un gran bel cazzo di almeno 18 cm, forse di più perché era un po’ storto, ma duro come il marmo e con la cappella già rossa e tutta di fuori. Dissi- cavolo ce l’hai bello grosso, Paolo- e lui disse-ti piace?- io intimorito risposi- nel senso che intendi tu no, però me gusta-. Rimanemmo lì come 2 bauscia a segarci per qualche minuto poi presi coraggio e dissi:- cavolo il mio è durissimo, non è mai stato così(balle…)- e lui senza che glielo chiesi lo prese in mano e sentì la sua durezza; poi, non contento, incominciò a fare su e giù, come diceva lui, solo per una 30ina di secondi; quando finì non chiesi perché lo aveva fatto e gli dissi solo –bravo!-. Allora incoraggiato dissi- anche il tuo è così duro?- e lui mi prese la mano e la portò lì, sul suo uccello, caldo come ferragosto e lo menai un po’ anche io.
Allora mi chiese- vuoi prendermelo in bocca?- io dissi – mah non so, non siamo mica dei gay- tentannai qualche secondo ecapendi che era l’occasione della vita continuai- ma sì cazzo me ne frega tanto non lo diciamo a nessuno…- e in un nanosecondo già era nella mia bocca vado avanti per un po’, poi penso: ma non sarà tutta una farsa e se ne approfitta?, vediamo se lo fa anche lui, decidendomi a farmi vedere un po’ macho anch’io; gli dissi- bè non c’è niente di male non ho provato niente…, ora prova tu- non se lo fece ripetere 2 volte e anche lui cominciò a sbocchinarmi, bene, bene, sempre meglio; poi si fermò e disse: voglio concludere con una sega: e fu così che terminammo con gli ombelichi bagnati, soddisfatti, ma in particolare a me mancava qualcosa…
Il giorno dopo dovevamo rimanere a casa da soli, facendo passare il tempo prima di accompagnarlo in centrale, avevamo più di tre ore pensai quella notte, in cui programmavo ogni sua mossa del giorno seguente: non riuscii quasi a chiudere occhio, e gli confermai che era colpa dell’eccitazione da stadio…
La mattina seguente, quando tutti erano usciti, verso le 8, andammo a fare colazione, poi ci lavammo(separati) e tornammo in camera in pigiama; come gli avevo promesso infilai nel registratore una cassetta porno che la sera prima non potevamo vedere per non fare rumore:– se vuoi puoi spogliarti completamente, lo faccio anch’io- dissi mentre mi spogliavo; rimanemmo solo con le calze sul letto a trastullarci i nostri membri; poi gli dissi:- sdraiati, voglio fare una cosa-. Lui si sdraiò e io partendo dal fondo del letto, cominciai a leccarlo dai piedi all’inguine e dalla pancia al collo e alle orecchie; poi lo sbocchinai per bene: una volta bello bagnato, me lo misi nel culo: era la prima volta che facevo una cosa del genere, anche per lui(almeno così disse). Sentivo il suo cazzo dentro di me, era dentro fino alle palle che potevo sentire sbattere sul mio sedere, sentivo anche i suoi peli, le sue vene: insomma, un ‘esplosione di emozioni che sono indescrivibili; pochi minuti e venne sulle mie chiappe, mentre io venni poco dopo.
Non ci fu molta passione, né ci baciammo mai: fu tutta una cosa galeotta, dato che lui era etero(?) e io pure(a quanto dicevo).Così nel timore che lo raccontassimo in giro, facemmo una promessa solenne. Entrambi finora l’abbiamo mantenuta, e ci siamo rivisti più volte, che saranno i temi delle prossime puntate.
Spero vi sia piaciuta la mia storia, che è del tutto veritiera, anche nei dialoghi(e soprattutto in quelli, come dimenticarli…).Vi aspetto per il prossimo racconto.Marco

domenica 10 aprile 2011

Racconti gay: Il calciatore in ritiro

L’estate scorsa nel mio paese di montagna venne in ritiro una squadra di serie B. Alloggiarono nell’albergo di mio padre, che molto spesso ospita squadre in ritiro perché il campo da calcio del comune è bello e ben tenuto e l’albergo è molto vicino, oltre ad essere il migliore della zona.
Io ero ben contento di lavorare con mio padre e per la prima volta non mi dispiacque il fatto di rimanere in albergo nelle giornate estive, che avrei preferito passare con i miei amici. Infatti vedere i calciatori, così belli e atletici, era per me qualcosa di magico, non riuscivo a staccare gli occhi di dosso dalle loro muscolose cosce, che sbucavano dai calzoncini cortissimi, i quali lasciavano intravedere, a volte, abbondanti pacchi, che io immaginavo di liberare e prendere in bocca. Per me erano giorni di eccitazione continua.
Riuscii a scambiare delle parole con tutti loro e alcuni furono molto amichevoli con me tanto da invitarmi un pomeriggio ad unirmi a loro per giocare a carte ad un tavolino all’aperto. Furono tutti molto simpatici e divertenti. Parlammo un poco e soprattutto di donne e sesso, non si preoccuparono del fatto che io li conoscessi da poco.


 Dovetti inventare qualcosa per fingere di essere etero e voglioso di donne come loro, non sapevano che mi piacciono i ragazzi, soprattutto se come loro. Del gruppo seduto al tavolo chi mi attraeva di più era Filippo, il più grande della squadra nonché capitano, che, con i suoi bellissimi occhi magnetici, teneva i mie incollati a lui. Venni a sapere che era sposato e che aveva anche due figli.
La partita finì e io tornai ad occupare il mio posto dietro il banco della reception, sperando in un’altra occasione di stare con loro.


Il mattino seguente, inaspettatamente, Filippo, finita la colazione per primo, si fermò a parlare con me, aspettando che gli altri fossero pronti per andare al campo.
Il pomeriggio, dopo che i giocatori, eseguito l’allenamento pomeridiano, erano rientrati tutti nelle loro stanze, squillò il telefono della reception. Mio padre stava discutendo con un nuovo arrivato, risposi io. Era Filippo, che voleva in camera una bottiglia d’acqua. Non potevo farmi sfuggire l’occasione: gliela portai io stesso.
Bussai alla porta, che si spalancò essendo socchiusa. Non c’era nessuno. Sentii il rumore della doccia. Non volevo lasciare lì l’acqua e non vedere Stefano, così decisi di uscire e di aspettare che finisse la doccia. Origliai e quando sentii i suoi passi nella camera entrai come niente fosse. Lo trovai in accappatoio, con i capelli neri bagnati e i pochi peli del petto muscoloso gocciolanti. Mi eccitai. Mi girai di scatto e posai l’acqua sul comodino senza dire una parola. Filippo mi ringraziò,
ma continuai a tacere. «Cos’è sei diventato muto?» mi chiese. «No» riuscii a farfugliare, quando mi sentii le sue braccia chiudersi sul mio petto e il suo cazzo stretto sulle mie chiappe. «O forse sono stato io a toglierti la parola?

Sai, è tempo che non vedo mia moglie e avrò pure dei bisogni da soddisfare o no?» mi disse facendo scivolare il suo arnese tra le mie natiche. Il mio cazzo era completamente in tiro; non potevo crederci, il gran bel Filippo voleva scoparmi, come potevo sottrarmi?

Mi giraì e lo baciai, gli strappai di dosso l’accappatoi e potei finalmente godere completamente di quel corpo scolpito. Il suo cazzo era grande e bello (22 cm circa) e lui iniziò a menarselo. Mi disse di spogliarmi e io lo feci in un secondo, poi mi invitò a salire su uno dei due letti singoli (fortunatamente il suo compagno di camera non c’era). Salì anche lui mettendosi in ginocchio e appoggiò le mani indietro, così da invitarmi a prendere in bocca quel gustoso bocconcino di verga. Mi chinai e lo feci.

La presi tutta in bocca, quasi non respiravo per quanto era grande, iniziai a spompinarla meglio che potevo, su e giù con la bocca, sempre più forte; sentivo Filippo gemere di piacere. «Sei davvero bravo, brutto frocetto, ma non vorrai mica che venga subito? Il divertimento deve ancora cominciare», detto questo, Filippo scese dal letto e, allargate le mie gambe, mi infilò dentro il cazzone. Cacciai un urlo, cosa che fece anche Filippo, il quale cominciò lentamente a far uscire e rientrare la sua verga, che incominciava a darmi piacere. Ad un tratto però aumentò notevolmente il ritmo, fotteva come una belva, forte e sempre più forte tra gli ansimi, mentre con le robuste mani mi tenevano le gambe. Io per godere ancor di più iniziai a masturbarmi, intanto lui continuava a sbattermelo dentro inarrestabile. Poi si fermò, il cazzo dentro di me, si chinò e mi baciò, riprese dunque a scoparmi come prima più di prima. Si fermò di nuovo, ma ne aveva ancora.
Mi fece girare a pecora e ricominciò a fottermi, questa volta a ritmo più lento ma con spinte molto violenti. Gemevo e godevo come non mai.
Di nuovo estrasse il cazzo, definitivamente. Mi stesi sul letto supino e presi a masturbarmi come fece lui sulla mia testa. Venne e mi inondò la faccia di sborra, ripulii con la lingua tutto: nulla di quel caldo succo di toro andava perso. Infine venni anch’io, sul mio addome.
Mi rivestii e prima di andare gli diedi un ultimo bacio. Lui mi disse che ero stato proprio una brava cagna.

sabato 2 aprile 2011

Storie erotiche gay: Culetto in riva al mare

Mi trovavo ad inizio giugno in una bella spiaggia della costa centro-occidentale a fare un pò di naturismo... a me piace praticare il nudismo in luoghi selvaggi ed emozionanti... Stavo appunto nudo a rosolarmi a sole vicino alla riva, quando mi passa davanti un ragazzo... avrà avuto circa 23-24 anni, forse meno... carino, ben messo, dai capelli biondi e la carnagione chiara... portava degli slip rossi, un pò buffi con disegnato davanti un cuoricino nero... mi guarda, sorride e va oltre... ma dopo pochi passi si volta e mi chiede "Ehi, scusa essere spiaggia per nudi?"... parlava un italiano assai pasticciato... ma aveva un volto mite e simpatico... "Si, qui puoi stare nudo, no problem", gli risposi. Lui appoggiò lo zainetto sulla sabbia, si sedette vicino a me e con un gesto rapido si liberò del piccolo costume. "Ora anch'io nudo e tres tres bien, molto bene... libre...libero".. Il suo sorriso largo ed ingenuo mi conquistò subito...


Fu facile attaccare bottone con lui, vincendo l'imbarazzo di essere nudi... "Posso restare qui? ho fatto una lunga strada e je suis bien fatiquè, troppa fatica". Era francese, in giro per la Sardegna, a piedi, studente di architettura, amante del mare e della natura...

Distesi sulla riva, potevo ammirare il suo bel corpicino giovane, muscoloso, ma non palestrato... fra le gambe un pisello non grosso, ma lungo abbastanza e ben fatto, dalla pelle liscia e circondato da un cespuglietto di peli dorati... Sembrava a suo agio, tranquillo e forse si è accorto che lo guardavo con un certo interesse... Ad un certo punto ha preso dallo zaino la boccetta della crema protettiva e voltandosi a pancia in giù mi ha chiesto: "Donami un aiuto a mettere sulla mia schiena, autraiment je brule, io bruccio..." Spalmare la crema: la più classica delle situazioni, da racconto erotico... lui davanti a me, abbandonato sulla sabbia con il culetto al vento... Mi inginocchio sulle sue gambe e senza dire nulla, inizio a passare la crema sulla sua pelle nuda... era la prima volta che mi capitava di farlo con un uomo... io sono etero, con curiosità bisex, da sempre... ma ti giuro che la cosa mi intrigava ed ho cercato di metterci tutto il mio impegno per farlo rilassare... Prima il collo, poi le spalle e le braccia, quindi il dorso, con lunghe carezze alla spina dorsale... Arrivato ai lombi e alle chiappe, ho avuto un attimo di esitazione... Lui aveva chiuso gli occhi e mugolava piano "Tu ottimo massaggio per me, vraiment agreable...". Avevo davanti agli occhi un sederino delizioso, tondo, ben modellato, ricoperto da una leggera peluria bionda, solcato da uno spacco che nascondeva chi sa quali delizie... troppo bello, ma mi mancava il coraggio...



non avevo mai accarezzato un uomo, ma morivo dalla voglia di farlo... Lui aprì gli occhi ed i nostri sguardi si incrociarono in un lungo momento... "Courage, mon ami... anch'io desidero tue carezze...courage" mi disse sorridendomi e nei suoi occhi birichini brillava un gran desiderio di giocare con me... Appoggiai le mie mani piene su quelle natiche deliziose e, dopo un respiro profondo, mi lasciai andare ad una carezza infinita... lavoravo quella carne bianca con dolcezza, ma anche con crescente passione e fra le gambe il mio sesso cresceva senza pudore, fino a svettare nudo e paonazzo davanti al suo culo... Una immagine eccitante che mi spinse ad osare di più... Albert, questo era il suo nome, godeva delle mie carezze e senza vergogna aveva iniziato ad allargare le gambe per farmi intravedere il suo tesoro nascosto, il suo cerchio dorato... Avevo sempre desiderato di curiosare nell'intimità di un uomo per stimolare un piacere segreto ed il desiderio mi diede coraggio. Anch'io bagnai il mio dito medio con la crema solare e senza indugiare lo avvicinai al suo buchetto, con delicatezza... Al contatto il suo corpo fu percorso da un brivido... strinse la braccia al petto e sollevò il culo come per venirmi incontro, sempre più aperto...sempre più vicino...
Lentamente, dolcemente entrai in lui... fu un piacere immenso, nuovo, incomprensibile... Non provavo schifo, anzi lo consideravo come un gesto di grande intimità... Vedere quell'anelo pulsante avvolgere il mio dito, guardare il suo culo iniziare a muoversi in una danza di piacere, fu per me sconvolgente... Non potei fare a meno di afferrare il mio sesso, ormai durissimo, e iniziare a masturbarmi... Anche Albert infilò una mano sotto la pancia e iniziò a menarselo senza ritegno, sempre con gli occhi chiusi... Godeva, il fanciullo... e riuscì a mormorare "Ancore, mon ami, je t'ampri... ancore, pour mom plaisir...".
Mi pregava di portarlo fino all'orgasmo ed io lo accontentai volentieri... Dopo brevi ma dolcissimi minuti il suo corpo iniziò a tremare per poi perdersi in un piacere incontrollato, accentuato dal mio dito ormai tutto dentro il suo culo... Il suo seme abbondante si mischiò con la sabbia, profumando di sesso e di mare... Anch'io non resistetti molto e la mia sborra schizzò sulle sue natiche, gocciolando felice nel solco, fino ad accarezzare i testicoli... Esausto mi appoggiai sulla sua schiena, in un contatto caldo fra i nostri due orgasmi nudi...e gli diedi un bacio su collo ed una carezza fra i capelli... come si fa tra innamorati...
Restammo immobili per qualche attimo, per poi esplodere in una risata fragorosa e liberatoria... la spiaggia era quasi deserta... nessuno aveva assistito al nostro piacere, improvviso e libero... Ci tuffammo in acqua, per giocare e scherzare, come ragazzini... Poi lui raccolse le sue cose e riprese il suo cammino... Disse solo "Merci". Grazie... e come era comparso, così scomparve oltre le dune, fra i ginepri, senza più voltarsi, come uno sconosciuto...

giovedì 24 marzo 2011

Racconti gay: A volte ritornano...mai da soli...

Oramai avevo deciso, l'uomo che mi aveva quasi stuprato l'ultima volta sarebbe stato il mio maschio da monta. Ma non si faceva vivo da più di dieci giorni e, oramai certo che non ci sarebero stati altri contatti, decisi di girovagare in rete per completare la mia trasformazione.
Dopo due giorni di selezione ed altrettanti di attesa, ecco arrivare il pacco tanto atteso: un reggicalze nero con calze, un bel perizioma ed un baby doll trasparente; corro subito ad indossarli e l'eccitazione in un lampo arriva al cervello.


Non so resistere, la frenesia mi ha preso nuovamente, corro in bagno ed inizio una accuratissima depilazione terminata la quale mi ammiro nello specchio accarezzandomi le mie oramai liscissime parti più intime: ora sono veramente una gran troia anche esteriormente.
Ma lui non chiama.
Lunedì torno in ufficio e, tra una riunione e mille tabelle riapro la mia mail ciulerina quando...BANG...eccolo!! Clicco eccitatissima e leggo: mercoledì pomeriggio ti voglio per me. Gli rispondo che ci sarò e, contemporaneamente, faccio partire la richiesta di mezza giornata di ferie.
Finalmente il mercoledì arriva, corro a casa, perfeziono la depilazione, mi faccio una doccia e mi rendo pulitissima per riceverlo. Dal momento poi che ho deciso questa volta di sorprenderlo io, indosso anche l'intimo appena comprato coprendo il tutto con una vestaglia.
Quando suona la porta vado ad aprire con l'eccitazione che oramai ha superato i livelli di guardia, apro e sbarro gli occhi, mi ha fregata anche questa volta.
"Buon giorno signora, come le avevo annunciato per telefono siamo i due promotori finanziari, ci fa accomodare?"


Non mi aveva detto proprio nulla, ma che faccio ora? Sono in ballo e devo ballare...e poi il socio sembra promettere bene a giudicare dalla patta dei pantaloni molto tesa.
Mi sento la classica casalinga repressa che intravede lo spiraglio per dar sfogo alle sue voglie.
Li faccio accomodare sul divano e vado a preparare due caffè che, poco dopo, gli servo sedendomi in mezzo a loro.
Loro bevono il caffè e parlano dei loro servizi quando io accavvallo le gambe lasciando intravedere, sotto la modesta vestaglia, l'intimo provocante.
All'improvviso, i due intuiscono chi hanno di fronte, e senza proferir verbo mi aprono la vestaglia con violenza e mi divaricano le gambe.

Brutta troia, ma cosa c'è qui?
Uno stringe i capezzoli, l'altro prende forte il cazzo in mano, poi scende alle palle e quindi si fa largo da sotto, verso il buco...ehi, ma sei già bagnata ed aperta, dice infilando qualche dita senza nemmeno inumidirle.
I cazzi balzano fuori subito dopo, pronti ad essere succhiati; e così si va avanti fin tanto che uno dei due si mette in ginocchio ai piedi del divano, spalanca nuovamente le mie coscie e mi costringe ad alzare il culo; ci sputa sopra e mi incula senza troppi complimenti, a pancia su, con l'altro cazzo sempre in bocca.
Quando riesco a divincolarmi, abbandono la vestaglia e fuggo verso il primo piano; mi raggiungono sulle scale. Il primo che mi prende mi incula anche li, in piedi a novanta gradi appoggiata al mancorrentre; l'altro, da sotto, mi prende in mano il cazzo, lo stringe e lo schiaffeggia insultandomi: "brutta vacca, hai già il cazzo duro, non vorrai per caso godere?"
Fuggo nuovamente, ma i collant scivolano sul legno del pavimento e mi riacciuffano.
Mi trascinano in camera da letto dove uno di loro, quello con il cazzo meno grosso mi costringe a sedermi su di lui e ad affondarlo nel mio culo piegandomi verso di lui; in questa posizione mi è chiaro che sto per offrire il culo anche all'altro. E così è, il mio maschio da monta prova ad incularmi a sua volta.
Per quanto io sia una giumenta abituata a prendere uccelli di ogni dimensione, due cazzi insieme non li avevo mai presi prima. Quando il secondo si fa largo nel mio culone aperto provoca un dolore che mi fa urlare. "Zitta troia, che tra un pò ti piacerà"
Ed è così, passati pochi istanti, inizio a sentire un godimento mai provato prima nell'avvertire quelle due immense cappelle che mi rovistano nell'intestino e quei due bastoni che mi squarciano il buico del culo.
A fuggire non ci penso proprio più, ma son loro che dopo un buon quarto d'ora escono da me e, prendendomi per i capelli, mi buttano nella doccia.

Non so più nemmeno più come mi chiamo mentre ho gli occhi sbarrati sui loro cazzi durissimi da cui sfilano i preservativi; sono costretta a prenderli in mano ed in bocca un'ultima volta, ma dopo pochissimi tocchi mi ritrovo la bocca piena ed il corpo coperto della loro sborra.
Mi lasciano li, accovacciata nella doccia. Ho goduto con il culo almeno due volte, ma non resisto alla tentazione di segarmi, lo faccio e subito schizzo una sborrata che quasi mi colpisce in faccia.
Sono sfinita quando sento i loro passi risalire la scala: "ehi, zoccolona, non lo hai ripulito affatto bene questo cazzo" e me lo ricaccia in bocca.
L'altro ride con l'uccello in mano all'altezza del mio viso.
Mentre succhio il cazzo del mio maschio comprendo: che carini, hanno deciso di lavarmi con la loro doccia. E così è proprio mentre lo penso, la bocca mi si riempie all'improvviso colando lungo il corpo mentre l'amico inizia una lunga pisciata sul mio corpo ed io da sotto li accompagno lavando a mia volta me stessa.
Finalmente siamo appagati tutti e tre...chissà la prossima volta chi vincerà la gara delle sorprese?
Solo a questo punto, pieni e soddisfatti, mi buttate in bagno dove potrete coprirmi con la vostra sborra e ripulirmi con la vostra calda pisciata...

lunedì 21 marzo 2011

Racconti gay: Cambio di obiettivo

Ho conosciuto Giulio l’estate scorsa nel mese di Agosto. Avevo risposto ad un annuncio di una coppia su un giornale di annunci che chiedeva di un singolo per fare del sesso veloce e senza complicazioni con la Lei disposta a provare un rapporto di sesso a tre. Avevo messo, nella risposta il mio numero di telefonino e così dopo qualche giorno sono stato contattato da Giulio.
Aveva una voce forte e decisa e dopo le solite informazioni su età, aspetto ecc. mi ha proposto di incontrarci prima per una migliore conoscenza ed una reciproca approvazione.
Abbiamo preso appuntamento per le 9 di sera del giorno dopo, era Venerdi, in uno dei pochi bar aperti di Verona e così ci siamo incontrati.

L’aspetto di Giulio, 45 enne, mi ha subito colpito per la sua eleganza e per il modo di fare.
Era un tipo alto oltre 1,85, ben messo fisicamente e di aspetto elegante , non magro, diciamo robusto .
Mi ha offerto una bibita e poi abbiamo cominciato a parlare dell’annuncio.
Mi ha detto che sua moglie 40 enne, dopo averne parlato molto e dopo le sue molte insistenze gli sembrava decisa di accettare il rapporto con un singolo. Lui era il più interessato e che si eccitava solo al pensiero di vedere sua moglie giocare con il cazzo di un altro uomo.
Mi ha detto che sua moglie era al mare, in vacanza e che lui l’avrebbe raggiunta il giorno dopo.
Poi mi ha proposto di andare a casa sua, per conoscerci meglio e per mostrarmi delle foto particolari di sua moglie e dove avremmo potuto continuare a parlare in liberta’.
Ho accettato anche se mi è passato per la testa il pensiero di aver a che fare, forse, con una persona che voleva divertirsi e fare sesso con me invece, con la scusa della moglie.
La cosa non mi ha infastidito più di tanto. Non ero mai stato con un altro uomo ma non ne ero scandalizzato e la cosa mi incuriosiva ed anche mi eccitava.
Se avesse preso qualche iniziativa sapevo che l’avrei lasciato fare non sapevo fino a che punto e se avrei partecipato attivamente.

La sua casa, che era a pochi minuti di distanza e subito siamo saliti al 4° piano.
Mi ha detto di accomodarmi sul divano ed è andato a prendere da bere perché faceva molto caldo. Quando è tornato aveva le foto della moglie e me le ha date. Poi con la scusa del gran caldo si è completamente spogliato restando con i boxer e mi ha invitato a fare la stessa cosa.
Seduto sul divano, ho cominciato a guardare le foto di Carla, gran fica,
mora cosce lunghe e figona con pelo folto e abbondante.
Una foto mi ha eccitato piu’ delle altre. Lei era in piedi con calze autoreggenti, tacchi altissimi, pelo a vista e mostrava un sorriso che esprimeva tutta la gioia e diceva quanto le piacesse e godesse farsi fotografare in quella posa.
Ero eccitato ed alla vista di quella gran gnocca il mio cazzo si è indurito. La cappella ha cominciato a far capolino dai boxer e così ho preso a toccarmelo piano piano.
Anche Giulio, aveva cominciato a toccarsi e vedevo il rigonfio del suo cazzo sotto i boxer.
Lui vedendomi eccitato mi ha detto di essere contento che le foto avessero fatto il giusto effetto ed io allora per mostragli quanto ero arrapato e allungando ed aprendo le gambe gli ho detto
“ Senti qui, come è duro e voglioso.”.
Non se lo è fatto dire due volte e mi ha messo una mano sul cazzo, prendendomelo sulla punta con le cinque dita ed ha cominciato a menarmelo leggermente.
Io ho sbottonato completamente i boxer ed ho messo bene in vista l’uccello. Lui lo ha impugnato ed ha preso a masturbarmi con regolarità.
Poi si è piegato di lato e scendendo con la testa me lo ha preso completamente in bocca iniziando un pompino. Per un attimo l’ho lasciato fare, la sua lingua si muoveva velocemente, ma poi mi sono tirato via in modo brusco, anche per paura di venire subito.
Giulio ha interpretato la mia mossa come un rifiuto e mi ha detto di scusarlo per quello che era successo, ma che la voglia di toccarmi era stata forte.
Le mie parole quando gli ho detto “senti qui “ gli erano sembrate un invito esplicito e che io gli ero sembrato desideroso di fare sesso con lui.
“ Fa niente, non mi è dispiaciuto affatto, e mi ha fatto piacere lasciartelo toccare. Mi sono tolto perché avevo paura di venire subito, e per il fatto di fare sesso hai ragione sono proprio voglioso.”
gli ho risposto .
Era molto contento delle mie parole e riprendendo coraggio si è tolto i boxer ed ha iniziato a toccarsi piano piano.
Il suo cazzo, era scuro, quasi nero, era completamente scappellato, lungo molto più del mio, grosso e diritto e quasi in erezione.
Giulio se lo toccava e scappellava per tenerlo duro e me lo mostrava con orgoglio e con piacere. La sua mano lo impugnava completamente ma una buona parte gli usciva dalla mano.
Poi si è alzato e si è messo davanti a me continuando a toccarselo chiedendomi se mi sarebbe piaciuto toccarglielo.

Gli ho detto che ce lo aveva lungo più del mio ma che io non avevo mai avuto rapporti con uomini e che non sapevo cosa fare e se mi sarebbe piaciuto. Allora lui mi ha proposto di andare in camera sul letto per stare piu’ comodi e che così avrebbe potuto farmi godere già al nostro primo incontro.
Andati in camera, mi sono sdraiato sul letto e Giulio ha subito ripreso a toccarmi il cazzo e a segarmelo e mi si è indurito di nuovo.
Lui era di traverso sul letto, in ginocchio, si chinava e me lo prendeva con la bocca, leccandomi la cappella, il filetto e poi se lo infilava tutto in gola facendo su e giù velocemente facendomi godere immensamente. Mi toccava anche il culo e con un dito cercava di arrivare al mio buco.
Ad un certo punto però, con un ginocchio ha scavalcato il mio corpo e mi è salito sopra a 69, stando in ginocchio, ed ha ripreso il bocchino in corso.
In questa posizione però la situazione è cambiata completamente. Con questa sua iniziativa ho capito che Giulio aveva intenzioni diverse da quelle che io avevo in mente e le stava mettendo in atto.
Voleva mettermelo in bocca e farsi fare un pompino.
Ecco perché pochi minuti prima mi mostrava così orgogliosamente il suo cazzone in tiro.
Io stavo sotto, avevo in suo uccello appena sopra la mia faccia, lo vedevo grosso, lungo e scappellato ma non completamente duro.
Mentre lui continuava con la pompa e si muoveva il suo cazzo mi si avvicinava e toccava la faccia, le guance e ce lo avevo sempre più vicino alla mia bocca.

Per un po’ non ho saputo cosa fare ma lui di proposito scendeva con il cazzo sempre più verso la mia faccia e si mi invogliava a fare la prima mossa. Si era quasi appoggiato sopra di me e me lo strofinava sulla faccia sulle labbra.
Io ne ero attratto fortemente e la voglia di toccare quel grosso uccello è stata più forte e così mi sono deciso ad agire.
Glielo ho preso in mano cominciando fargli una sega scappellandoglielo dolcemente.
Ero eccitato, lo sentivo indurirsi e la voglia di prenderglielo in bocca è diventata fortissima fino a che non ho più resistito.
Lo ho tirato verso la mia bocca ed ho preso a leccargli la cappella dal lato del filetto, ho aperto la bocca e me lo sono infilato dentro continuando a slinguarlo.
Sentire quel grosso arnese in bocca è stata una sensazione piacevole ed eccitante. Era la prima volta e ne ero contento.


Lui ha lasciato il mio cazzo che stava spompinando ed ha cominciato a pomparmi in bocca; faceva su e giù lentamente con il culo e poi si fermava aspettano i miei movimenti della bocca e della lingua.
Gli ho messo le due mani sul culo e l’ho tirato verso di me facendomi scendere tutto l’uccello in gola.
Con la bocca sentivo il cazzo fremere fortemente ed indurirsi ulteriormente; la mia lingua che lo leccava lo faceva godere ed il suo cazzo nella mia bocca stimolava enormemente la mia libidine.
Giorgio ha preso ad aumentare il ritmo della pompata e contemporaneamente scendeva con il culo facendomelo arrivare sempre fino in gola.
Dopo varie pompate si è tolto dalla posizione a 69, mi ha messo l’altro cuscino che era sul letto sotto la testa e mi è salito sopra in ginocchio a cavallo del mio torace.
Si teneva il cazzo con la mano e me lo ha posizionato davanti alla bocca, “aprila” mi ha detto infilandomelo di nuovo, pompandomi e scopandomi in bocca sempre più velocemente.
Assecondava il movimento della pompata tirandomi con le mani da dietro la nuca e poi scivolava indietro fino a farlo quasi uscire dalla bocca. Mi stava scopando come fossi una troia ed io ero infoiato fortemente.
Sapevo che stava per venire e la voglia di farmelo fare in bocca era fortissima.
Me lo ha tolto dalla bocca ed ha cominciato a menarselo tenendomi la cappella appoggiata alle mie labbra semi aperte.
Dopo pochi colpi è venuto, le mie labbra erano aperte sulla sua cappella ed i suoi getti mi hanno riempito abbondantemente la bocca e poi sulla faccia, sul torace e un pò dappertutto. Non finiva mai di venire ed i suoi getti erano forti e potenti.
Quando gli ultimi schizzi sono finiti ce lo aveva ancora grosso ed ho voluto imboccarglielo ancora leccando le ultime gocce di sborra che gli uscivano. Sembrava non volesse toglierlo mai ed io continuavo a succhiare ed a leccare la grossa cappella.
Giulio soddisfatto si è poi tolto da quella posizione, si è sdraiato sul letto e mi ha chiesto se era il mio primo pompino e se mi fosse piaciuto.! “Sei stato bravo a non toglierti quando venivo e da come ti muovevi ho visto che ti è piaciuto” mi ha detto “ Mi hai fatto godere come mai”.
Poi senza aspettare la mia risposta è andato a prendere un asciugamano tornando poi per pulirmi dagli schizzi sulla faccia e sul torace.
Poi ha ripreso a dedicarsi al mio cazzo con le mani e con la bocca.
”Adesso tocca a te venirmi in bocca ”
Io ero ancora eccitato per il pompino che gli avevo fatto e dopo poche leccate sono venuto, con grande soddisfazione di entrambi.
Anche lui, dopo i primi getti di sborra ha preso a menarmelo con la mano aiutandomi a completare la sborrata e quindi me lo ha ripreso in bocca leccandomelo tutto lasciandomi esausto sul letto.

Siamo rimasti sul letto in silenzio e soddisfatti, abbiamo fumato una sigaretta e poi gli ho chiesto di sua moglie.
Volevo sapere se era vera la sua proposta e lui mi ha confermato tutto.

Siamo rimasti sul letto per varie ore della notte toccandoci e leccandoci a vicenda.

Ho conosciuto Carla la settimana successiva e ci frequentiamo regolarmente da quando è tornata in città, ma ancora adesso, dopo oltre 4 mesi di frequentazioni non sono riuscito a concludere niente.a.
Con Giulio ci vediamo ogni settimana e continuiamo con i nostri giochetti alla insaputa di Carla in attesa di portare anche lei nel letto.
Giulio mi dice che non c’è fretta e che abbiamo lo stesso le nostre soddisfazioni ma io comincio ad essere impaziente.